giovedì, giugno 25, 2009

Ennesima conferma che Trenitalia è gestita con i piedi (per non dire altro)

A gennaio mandai una richiesta di rimborso agli uffici bolognesi di Trenitalia perchè il treno su cui ho viaggiato era privo di riscaldamento. Contando che fuori nevicava, vi lascio immaginare la meravigliosa temperatura.

L'altro ieri, quando ormai credevo che avessero usato la mia richiesta per fare il fondo di qualche gabbia per volatili, mi giunge una busta intestata proprio Trenitalia. Mi comunicano che sono spiacenti ma non possono concedermi il bonus richiesto. Questo perchè il mio treno ha fatto 5 minuti di ritardo, non i 30 minimi. Giusto, giustissimo... peccato che io abbia barrato la casellina "mi sono congelata le chiappe perchè il riscaldamento non funzionava".

Chiamo il numero destinato ai chiarimenti. L'operatore, infine, mi passa un altro numero.
Chiamo un altro numero, spiego per la seconda volta il problema e, dopo essere stata nuovamente messa in attesa, mi si dice che l'opzione 2 (richiesta bonus e rimborsi) era errata e avrei dovuto digitare 1 (richiesta informazioni per bonus e rimborsi).
Ridigito il numero con l'opzione 1. 10 minuti di attesa perchè gli operatori sono tutti occupati. Desisto.
Ridigito il numero con l'opzione 1. 7 minuti di attesa perchè gli operatori sono tutti occupati. Desisto.
Ridigito il numero con l'opzione 1. Prendo la linea!
Spiego il problema e finalmente l'operatore sembra capirmi

Operatore: pare ci sia stata un po' di confuzione
Io: Eh sì...
O: Lei ha fatto segnare sul biglietto dal controllore che c'era questo guasto?
Io: No... perchè pensavo che bastasse prendere il modulo, allegare il biglietto, barrare la casella e imbucarlo nell'apposita cassetta.
O: Certo, questo per i ritardi. Per i problemi di riscaldamento deve farsi certificare il guasto dal capotreno.
Io: Bene... e tutto questo dove lo trovo scritto?
O: eeeehhhmmm... purtroppo da nessuna parte.
Io: Quindi, in questo caso, uno lo prende nel didietro e deve pure stare zitto.
O: no... beh... non con questi termini. È una cosa che abbiamo segnalato, dovrebbero scriverlo magari in biglietteria. Però è una cosa che si può chiedere allo sportello.
Io: Sì, ma a parte che per fare prima di solito si usano le macchinette. E comunque non è la prima cosa che ti viene in mente di chiedere quando sei lì a comprare un biglietto. Siccome si paga - e si paga tanto - si parte dal presupposto che il riscaldamento funzioni.

Mi è stato detto che ho ragione, non so se con convinzione o con la semplice voglia di liquidarmi. Se voglio posso scrivere nuovamente a Trenitalia e far riaprire la mia pratica. Non mi tornerebbe una grande somma (il bonus corrisponde al 30% del prezzo del biglietto), ma trovo becero il fatto che i diritti del cliente non vengano nemmeno comunicati, oltre a tutte le altre beghe per le quali Trenitalia è famosa.

- SE IL RISCALDAMENTO O IL CONDIZIONAMENTO SUL TRENO NON FUNZIONANO E VOLETE CHIEDERE RIMBORSO, DOVETE FARVI CERTIFICARE LA COSA DAL CAPOTRENO, ALTRIMENTI IL BONUS (30% DEL PREZZO DEL BIGLIETTO) VE LO SCORDATE -

BadMicina alle 19:41 in: sfogo
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lunedì, giugno 15, 2009

La mia prima conferenza stampa - chi ben comincia...

In qualità di stagista mi è stata affidata la mia prima conferenza stampa. Mica una conferenza stampa pizza e fichi, ma quella in onore dell'inizio della sfilate per la moda uomo.
Mi era stato chiesto di fare un giro per negozi, a conferenza conclusa, per vedere eventuali novità (aperture, tendenze ecc...). Per guadagnare tempo e avere più ore a disposizione per studiare nel pomeriggio, alle 10 ero già in centro per portarmi avanti. Tranquilla e beata stavo fissando un abitino rosa di H&M, perdendomi nelle balze di tulle della gonna quando... mi sento palpare il sedere! È stata una frazione di secondo. In quell'istante ho pensato fosse stata una mia amica. Poi mi giro e vedo un tizio che sfreccia via in bicicletta. "SEI UN DEFICENTE!!!" gli urlo irata, mentre una ragazza asiatica mi chiedeva che fosse successo. Molto gentile.

Continuo il mio giro e mi dirigo verso Montenapoleone, camminando piano e gustandomi tutte le vetrine. Siccome mancava un'oretta buona all'inizio della conferenza mi sono concessa un giro da Armani e una sosta davanti a ogni negozio, cullandomi con la musica del mio fido ipod. Ved o un signore, distinto e benvestito, che stazionava alla fermata del tram e mi rivolgeva parola. Presa da una karmika voglia di aiutare, presa dalla completa convinzione che avesse bisogno di informazioni, mi sono fermata a prestargli orecchio. C'è voluto poco per capire che voleva solo attaccare bottone e, con lo stesso garbo con il quale volevo offrirgli il mio aiuto, mi sono gongedata. Svolto l'angolo iniziando a farmi un'idea di dove fosse situata la sede della camera della moda, continuando a passeggiare lentamente e rapita dagli abiti e dagli accessori esposti. Volto lo sguardo e me lo ritrovo davanti. Coincidenza, penso, anche se credevo dovesse prendere il tram. Un altro paio di traverse e lo rivedo sull'altro marciapiede. Ho iniziato ad avere paura e sono corsa alla conferenza con mezz'ora di anticipo.

La conferenza in sè è stata a tratti noiosa. Siccome gli andamenti dei mercati poco si adattano alla testata per la quale lavoro, mi sono sociologicamente interessata ai soggetti che avevo intorno. Nessun personaggio particolarmente eccentrico. Una nota di demerito va al mio vicino di posto,  il quale aveva un alito terribile da fumatore che si dimentica anche di lavarsi i denti e che probabilmente a colazione ha mangiato qualcosa di rancido.

Ottimo, chissà cosa mi attende nei prossimi mesi.

BadMicina alle 21:58 in: lavoro, sfogo, vita milanese
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giovedì, giugno 04, 2009

Ancora Londra!

Ebene sì, a maggio sono tornata a Londra per una vacanzina di 4 giorni. Praticamente ho investito lì i soldi guadagnati con l'ultima fiera. Che dire, mai investimento potrebbe essere stato migliore.
Mi sembrava quasi di essere a casa. L'odore tipico della metro e del cibo. Sì, l'odore di di vari tipi di cibo direi che descrive bene l'aria di Londra. Muffin rigorosamente al cioccolato, hamburger oversize, pollo fritto in abbondanza da KFC... lo so, se vivessi lì non potrei certo concedermi ogni giorno i poco sani pasti con cui mi sono sollazzata.
Molti momenti culturali e poco shopping. Sì, sono fiera di me.
Ma soprattutto... il St. James's Park. Se in Italia fossimo più civili, forse potremmo avanzare la proposta di avere un parco simile anche nel nostro Paese. Non so voi, ma io adoro girare per un parco dove oche canadesi e scoiattoli vagano placidamente per i prati correndo incontro agli avventori. Poi, come dimenticarli, ci sono i pellicani!

Eccomi mentre intrattengo pubbliche relazioni con una simpatica oca

 E poi... come dimenticare lui: James!

Chissà cosa mi stava dicendo...

Un amore così grande...

Probabilmente non ci tornerò per un bel po'. Insomma, ci sono tante altre mete degne di essere visitate. Eppure, se potessi, partirei già domani.
Confesso che durante il viaggio di ritorno l'aereo ha attraversato una turbolenza e io ho affrontato la cosa con una discreta dignità... mi sono appallottolata come un riccio e ho, ovviamente, sudato copiosamente.



 
BadMicina alle 19:58 in: foto, tempo libero
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