martedì, aprile 28, 2009

Dietro la fiera

Per chi, come me, parla 2 lingue ma rasenta i 160 cm non è facile lavorare in fiera.
Perchè è importante lavorare in fiera?
Perchè è un'esperienza che fa curriculum e perchè i compensi superano notevolmente quelli delle promozioni.
Grazie ad una fantastica botta di fortuna sono riuscita ad assicurarmi un lavoro alla fiera Euroluce appena conclusa. Il cachet era ridicolo rispetto ai canoni tradizionali: ho fatto da standista con mansioni di accoglienza e interprete e, per 6 giorni, ho preso 400€. Per chi non lo sapesse, un'interprete prende almeno un centinaio di euro al giorno.
Meglio che niente, certo.

Grazie al cielo c'era un'altra standista a tenermi compagnia. Dieci minuti dopo esserci conosciute mi si è avvicinata dicendo «Certo che io il capo me lo scoperei!». Lì capii che sarebbero stati giorni sopportabili. In effetti anche il boss si è rivelato un gran cazzone a cui abbiamo dato del tu dopo mezza giornata.

Un'altra cosa positiva della fiera è il poter essere circondati da persone provenienti da tutto il mondo. Ho così potuto spolverare un po' il mio inglese e, con notevole soddisfazione, ho ricevuto diversi complimenti per la mia padronanza della lingua.
La cosa che proprio non concepisco è: come fai, tu, persona che viaggi, a non sapere l'inglese? Ok, non sei costretto a sapere l'italiano - mi pagano anche per questo - ma non  puoi arrivare dalla Russia e pretendere che ad ogni stand ci sia qualcuno in grado di parlare questa lingua. Sono soprattutto i francesi a portarsi dietro la spocchia di non sforzarsi minimamente a parlare inglese. No, loro arrivano e ti iniziano a raccontare i fatti loro in francese, nemmeno chiedendoti se lo parli o no. Eh no, tu DEVI parlare francese.
Molti orientali, invece, fingono beatamente di non capirti. Manco li avvicinassi per proporgli di vendere la propria anima. Gli chiedi in che modo puoi essergli utile e loro ti guardano così, svampiti e persi, come se gli stessi declamando un trattato in ebraico antico.

Chiaramente, per i cuori solitari o i ricercatori di avventure, la fiera è anche un florido terreno di caccia. Non è difficile ricevere garbate proposte, occhiatine maliziose o l'invito in hotel da parte di un ricco uomo proveniente da Dubai (invito ovviamente declinato con una risata).

Inoltre, per me aspirante giornalista, è stato molto positivo il fatto di aver potuto importunare qualcuno che già ha realizzato il mio sogno. Ai giornalisti era stato consegnato un piccolo trolley rosso in cui inserire tutti i materiali, e ciò mi ha permesso di individuarli subito e poterli braccare. Ho così guadagnato un paio di contatti ai quali rivolgermi per lo stage. Data la mia proverbiale fortuna alla fine si riveleranno inutili, però potrebbero sempre tornarmi utili in futuro.

Riassumere 6 intensi giorni di fiera non è facile. Mi segno un appunto per un paio di prossimi post: i racconti from Capoverde della mia collega & fare le corna alla moglie per non offendere la cultura cinese.

BadMicina alle 14:07 in: lavoro, deliri
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martedì, aprile 21, 2009

Una vita nuova

Dopo essermi per ben tre volte commossa durante la proiezione del cartone animato Bolt (N.d.F. avevo il ciclo), mi sono messa alla ricerca della canzone che si sente nel mezzo e alla fine del film.
embrava impossibile trovarla! Strano, visto che di solito non è un'impresa ardua quella di recuperare le colonne sonore Disney. Dopo mesi sono riuscita a trovare il video su youtube. Un solo video e il testo neanche a pagarlo. È vero, non è un capolavoro come lo è - ad esempio - Il cerchio della vita, però è comunque dolce e orecchiabile.
Posterò io il testo... ok, più per riempire il vuoto della mia assenza che per vera voglia di fare un favore a qualche altro estimatore di questa musichetta un po' country.

La mia vita è solo un film
non è realtà
ora vorrei viverla
ma non so come si fa
tutto era finto intorno a me
se ora so cos'è qual'è la verita
lo devo a te
quante cose che non so
me le mostrerai perchè

ho finalmente capito che
la vita appartiene a me
uh uh, sono qui
uh uh, qui con te
ho finalmente capito che
la vita appartiene a me

non sempre puoi vincere
le difficoltà
ma nelle cose semplici
c'è la felicità
prima di conoscerti
vivevo a modo mio
c'è voluto un po' però adesso so
chi sono io
ma da oggi il sole splenderà
mentre io sarò con te

ho finalmente capito che
la vita appartiene a me
uh uh, io verrò
uh uh, dove vuoi
ho finalmente capito che
la vita appartiene a me
ho finalmente capito che
la vita appartiene a me
ho finalmente capito che
la vita appartiene a me

(Una nuova vita - Gabriella Scalise)

BadMicina alle 21:37 in: liberi pensieri
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martedì, aprile 14, 2009

Dire senza dire
Ovvero, come reclutare donne per un porno e spacciarlo per un documentario sulla fecondazione

Girovagando sul solito sito nel quale cerco qualche lavoretto con il quale pagarmi la mia dipendenza da shopping, o uno psicoterapeuta per guarirne, si trovano spesso annunci tristemente divertenti.
Ad esempio, è possibile imbattersi in un facoltoso e (a suo dire) piacente uomo che cerca la propria anima gemella da amare, viziare e ovviamente da portarsi a letto: "Niente foto ginecologiche. Di donne che la danno posso trovarne quante ne voglio, io cerco qualcosa di diverso". All'epoca gli scrissi per complimentarmi per la sublime trovata.
Siccome il sito ha una sorta di filtro per evitare che i più grezzi inseriscano liberamente i modi dialettali di definire le parti intime e l'atto riproduttivo, gli amanti del genere devono dare sfoggio della loro conoscenza dell'italiano per "dire senza dire".
È di oggi questa magistrale trovata:

Ricerchiamo DONNA per realizzare video EDUCATIVO 
Durata del lavoro circa 8 ore. Prevista ricompensa. Non si tratta di  film p*rno, ma di un lavoro professionale ai fini educativi.
Maggiori informazioni per e-mail.

Mi inchino davanti a tanta fantasia.

BadMicina alle 15:15 in: lavoro, deliri
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lunedì, aprile 13, 2009

Spuntini notturni

Se l'orologio segna quasi le 3 di notte, si inizia ad avvertire quel certo languorino e non c'è alcun Ambrogio con dei Ferrero Rocher, la premiata ditta Ale&Faby suggerisce uno spuntino a base di olive.

Una candela illumina la stanza riempita dal loquace gruppo di amici e, fra una parola e qualche risata, le due fameliche fanciulle finiscono un intero vasetto di olive verdi in salamoia. La prossima volta ci sfideremo con i cetriolini sott'aceto.

Prossimamente: resoconto della pasquetta al mare. Qui sotto un piccolo assaggio - Fa&Nico intente a ballare lo Tippo Tappo così come insegna il grande maestro Billy Ballo.

BadMicina alle 23:12 in: foto, deliri
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venerdì, aprile 10, 2009

Ricordo il passato giorno ch'al sol si scoloraro

Ironia della sorte, oggi ho iniziato a studiare Petrarca. Ironia della sorte perchè oggi è venerdì Santo e lui, nel Canzoniere, ricorda spesso questo giorno. Fu venerdì Santo quando Amore lo colpì e lo fece cadere vittima delle sue frecce, mentre Laura - la donna amata - mai ricambiò quel sentimento.

Tra una strofa e l'altra mi sono persa a pensare. Non fu quello il giorno in cui mi scontrai con il pennuto armato, però sono certa che abbia fatto di tutto per spingere più a fondo il suo dardo. Non posso addossare lui la colpa delle luci che splendevano sotto di me, ma è certamente sua la colpa di avermi portata così in alto da avere la sensazione di poter cogliere una stella e far avverare il mio desiderio. Il mio incespicare per strada e cercare aiuto in una mano che, solo in apparenza, era lì per me.

Era il giorno ch'al sol si scoloraro
per la pietà del suo factore i rai,
quando i' fui preso, et non me ne guardai,
ché i be' vostr'occhi, donna, mi legaro.

Tempo non mi parea da far riparo       5
contra colpi d'Amor: però m'andai
secur, senza sospetto; onde i miei guai
nel commune dolor s'incominciaro.

Trovommi Amor del tutto disarmato
et aperta la via per gli occhi al core,       10
che di lagrime son fatti uscio et varco:

però, al mio parer, non li fu honore
ferir me de saetta in quello stato,
a voi armata non mostrar pur l'arco.

(Francesco Petrarca - Canzoniere - III)


BadMicina alle 15:22 in: ricordi
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mercoledì, aprile 08, 2009

Cretini&Orologi

Lohe dice: anche un orologio rotto ha ragione due volte al giorno. Non è improbabile che un idiota ci azzecchi ogni tanto.

In un momento di cedimento morale, questa frase mi aveva rincuorata. In fondo è vero, anche l'ultimo degli idioti può ravvedersi e seguire la luce della retta via.
No, sappiate che questa teoria può essere smentita.

Un orologio rotto ha ragione due volte al giorno se è un orologio classico, con le lancette.

Un orologio digitale, se rotto, non ha mai ragione. Se ne desume che se uno è cretino, conscio di esserlo e soddisfatto della propria condizione, allora è come un orologio digitale rotto: non avrà mai ragione.

BadMicina alle 23:25 in: interrogativi
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lunedì, aprile 06, 2009

Saggezza onirica

Qualche settimana fa, nel bel mezzo di un sogno decisamente curioso e a tratti profetico, mi sono trovata davanti ad un'inconscia riflessione che mi ha dato da pensare.
A condividerla con me fu una ragazza di cui non riuscii a mettere a fuoco il viso. Magari ero proprio io, chissà.

«Le cose vanno male perchè tu pensi che andranno male»

In effetti, non è un mistero che spesso io trovi il bicchiere mezzo vuoto. Non per una visione cupa e pessimistica delle situazioni che decido di affrontare, piuttosto perchè tendo a prepararmi al peggio. Spesso questo prepararmi al peggio mi fa essere diffidente e distante da ciò che faccio, così mi ritrovo a non metterci il dovuto slancio e la passione necessari al raggiungimento completo dello scopo.
Ritrovarmi ad avere tra le mani solo un parziale conseguimento di ciò a cui aspiro è una magrissima e poco soddisfacente realizzazione. Dunque, sull'onda di questa saggezza onirica, ho deciso che farò del mio meglio per buttarmi completamente in ciò che decido di fare. O tutto o niente.

BadMicina alle 15:04 in: liberi pensieri
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giovedì, aprile 02, 2009

L'eclissi

Ennesima cancellatura. Mi chiedo se questa volta riuscirò a lasciare nella pagina qualcos'altro oltre al titolo.
No, evidentemente proprio non ce la faccio. Penso che mi dilungherò maggiormente quando oltre all'incipit avrò maggiore svolgimento e, soprattutto, una conclusione con punto fermo. Niente puntini di sospensione.

Come gli adesivi che si staccano
Lascio che le cose ora succedano
Quante circostanze si riattivano
Fuori dai circuiti della volontà.

Come il vento gioca con la plastica
Vedo trasportata la mia dignità.

Oggi tradisco la stabilità
Senza attenuanti e nessuna pietà.
Oggi il mio passato mi ricorda che
Io non so sfuggirti senza fingere.

E che non posso sentirmi libero
Dalla tua corda, dal tuo patibolo.

E un’altra volta mi avvicinerò
Alla tua bocca mi avvicinerò
E un’altra volta mi avvelenerò
Del tuo veleno mi avvelenerò.

Come gli adesivi che si staccano
Come le cerniere che si incastrano
Come interruttori che non scattano
O caricatori che si inceppano

Io tradisco le ultime mie volontà.
Tutte le promesse ora si infrangono.

Penso ai tuoi crimini senza pietà
Contro la mia ingenua umanità.

Scelgo di dissolvermi dentro di te
Mentre tu saccheggi le mie lacrime.

E sarò cieco, forse libero
Solo nell’alba di un patibolo.
Dentro una storia senza più titolo
Scegliendo un ruolo senza credito
Strappando il fiore più carnivoro
Io cerco il fuoco e mi brucerò.

E un’altra volta mi avvicinerò
Alla tua bocca mi avvicinerò
E un’altra volta mi avvelenerò
Del tuo veleno mi avvelenerò

(Veleno - Subsonica) qui per ascoltarla

BadMicina alle 23:18 in: sfogo
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mercoledì, aprile 01, 2009

Ritratto del dottor Gachet

Vincent Van Gogh dipinse questo quadro nel 1890, nel periodo più intenso della sua produzione artistica.
Paul Gachet e Vincent Van Gogh si conobbero grazie a Theo, il fratello del pittore. Dopo il ricovero di Van Goh in manicomio, seguito all'episodio del taglio dell'orecchio durante la convivenza ad Arles con l'amico Gauguin, venne aiutato dal dottor Gachet - medico omeopata. Per riconoscenza nei confronti delle persone del suo paese che lo avevano aiutato, Vincent dipinse ritratti a tutti. Il dottore rimase così colpito dal suo ritratto che ne volle una copia.

Fino al 1991 l'opera rimase in prestito al Metropolitan Museom of Art di New York. Successivamente i proprietari decisero di venderlo alla famosa casa d'aste Christie's ed il quadro fu battuto alla cifra record di 82,5 miliori di dollari al miliardario giapponese Saito. Nel testamento dispose di essere cremato con le cose a lui più proziose e, fra queste, figurava anche l'opera di Van Gogh. Saito morì nel 1998 e non è stato reso noto se le sue volontà siano state rispettate o se il quadro sia riposto al sicuro da qualche parte. (Fonte: wikipedia)
La seconda versione del dipinto è esposta al Museo d'Orsay di Parigi.

BadMicina alle 21:45 in: cultura varia
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