lunedì, marzo 30, 2009

Che sarà

Ho iniziato a cancellato diverse volte questo post. La realtà è che gli attacchi - in senso giornalistico -  proprio non mi vengono, figuriamoci se quello che devo scrivere non è una notizia, bensì un argomento come questo. Nonostante l'inizio incerto e chiaramente zoppicante, spero di rifarmi andando avanti.
Mi sono rivista con il Giovane Werther (questo pseudonimo non mi ha mai convinta. Per restare in ambito artistico pensavo di cambiarlo in Dottor Gachet o in Piccolo Principe. Ci penserò) in diverse occasioni nel corso dell'ultimo mese. La situazione è stata strana sin dall'inizio. Era come se non fossero passati tutti questi mesi, come se ci fossimo visti giusto la settimana prima. L'unica differenza era la distanza emotiva. Mentre lui mi abbracciava per darmi equilibrio sui piccoli seggiolini della curva, io rimanevo immobile, preferendo rispondere con un sorriso accennato piuttosto che ricambiare l'abbraccio.
Saranno stati gli abbracci, il camminare a braccetto per strada o il semplice fatto che mi faceva piacere essere lì con lui, sarà stato questo e forse altro a farmi sentire l'impulso di baciarlo alla seconda uscita. Lui rimase immobile, con gli occhi socchiusi, mentre tenevo le mie labbra e pochi millimetri dalle sue. Quando mi ritrassi inizò a spiegarmi che non voleva fare lo stronzo, che la sua decisione l'aveva presa mesi fa e non voleva tornare indietro. Anuii prendendone atto ma non concordando. A fine serata mi salutò con un bacio che ricambiai restando ferma, con le mani in tasca, sempre bloccata dal non sapere cosa fosse giusto fare.
L'uscita successiva fu più intima, molto più intima. Avrei preferito aspettare, almeno razionalmente, però gli strappai la promessa di far avvenire la volta successiva in un letto. Un po' per la comodità e l'intimità, un po' per accertarmi a livello inconscio che ci sarebbe effettivamente stata una volta successiva.
Ha mantenuto la parola e la seconda, la terza, la quarta e... e beh, le altre successive volte sono avvenute nel candore di un letto. Mi è piaciuto. Mi mancava il godermi completamente quei momenti senza desiderare che tutto finisse al più presto.

«Se mi odi, perchè sei qui con me?»
Non ho saputo rispondere. In testa avevo solo paragoni letterari che non mi sembrava il caso di scomodare. È vero, spesso lancio frecciatine ed aspetto una risposta. Questo non per adeguarmi alla risposta, ma semplicemente per averne una. Io per prima odio essere messa alle strette e sotto pressione, quindi non voglio essere io a mettere le persone in scomode e fastidiose situazioni. Allo stesso tempo vorrei capire le regole del gioco.
Sono sulla difensiva e non so come sia corretto comportarmi. Da una parte vorrei lasciarmi andare, dall'altro non posso dimenticare che per due volte, da un momento all'altro, sono stata lasciata. È oggettivo e sa anche lui che ci sono stata male, eppure non riesco a dire a parole nemmeno questa ovvietà.
Anche lui ha ammesso di mantenere volontariamente le distanze, ed io concordo. Credo sia più facile avvicinarsi con una carezza di natura sessuale piuttosto che con un gesto d'affetto, perchè è meno impegnativo. Eppure mi spiace sentire che i baci sono rari e sfuggenti, anche se sono la prima a essere titubante quando mi porge la sua mano per stringergliela.

Sarà quel che sarà.

BadMicina alle 15:35 in: confessioni
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giovedì, marzo 26, 2009

Beata ggioventù

Ah , la primavera!
Finalmente il sole inizia a donarci il giusto tepore per poter stazionare su una panchina al parco e restare a fissare gli alberi in fiore e i passanti che si godono l'erbetta morbida.
Anche io e la Nico non siamo rimaste indifferenti a questa bella giornata. Pranzo sano al parco Sempione in mezzo alle coppiette in pieno turbinio ormonale, ai tamarri zingaro-turco-kazaki intenti a pomparsi i bicipiti davanti alle bimbominkia deliranti e alle scolaresche.
Le urla convulse degli appartenenti alle scuole medie ormai non ci sconvolgono più di tanto. Bimbette in età puberale intente a sculettare e ridere sonoramente. I maschi che si spingono come caproni per dimostrare la propria supremazia l'uno sull'altro. Quello che ci ha lasciate sconcertate è il vocabolario dei teneri fanciulli delle elementari.
Sarà che io ho sparsi ricordi di me alle elementari mentre canticchio le canzoni dello Zecchino d'oro, oppure saltello allegra ripetendo "farfalla, farfalla". Insomma, pura innocenza. Anche se poi spiegavo ai miei compagni, in modo molto scientifico e mediante l'ausilio di disegni fatti e colorati da me, come gli spermatozoi fecondano la cellula uovo e come si arriva ad avere un bambino pronto a nascere. Beh, i bambini di oggi sembrano avere le idee molto chiare su come intrattenere delle pubbliche relazioni.
Durante una sessione di gioco che inizialmente sembrava il classico "ruba il cappellino e scappa", che poi si è rivelato un crudele scherzo con tanto di calci e spintoni, un maschietto risentito nei confronti di una compagna ha deciso di apostrofrla con un sorprendente «Donna in calore!». Certo, anche epiteti evergreen come «Stronzo!» non sono mancati in quell' innocente giardino d'infanzia, dove le classiche tute infantili dai colori pastello stonavano con i borbottii maligni che i compagni si scambiavano a vicenda all'ombra di un albero.
Aaaahhhh, beata gioventù!

BadMicina alle 22:27 in: interrogativi, vita milanese
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domenica, marzo 22, 2009

Consapevolezza

Venerdì sera, salendo in modo felino le scale alle 3 di mattina, mi è balenata in testa una vecchia canzone degli 883. Ed eccola lì, la consapevolezza.

BadMicina alle 20:39 in: deliri
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venerdì, marzo 20, 2009

Benvenuta, primavera!

Siamo ufficialmente in primavera.
La rinascita della natura è finalmente giunta con la sua aria carica d'emozione e i suoi paesaggi ricchi di metafore.
Ha nevicato molto questo inverno. Sembrava quasi che la primavera non sarebbe mai potuta giungere e che saremmo rimasti prigionieri del manto che dell'innocenza porta solo il colore. Invece, i prati ora sono sono verdi e rigogliosi, con piccole pennellate blu o viola. Gli alberi si stanno svegliando dal torpore e qualcuno, più impaziente, già ha fatto sbocciare i suoi fiori.
La rinascita. La rivincita.
Sembra che ora nulla possa andare male. È come un sogno che si avvera. Nel freddo si immaginava di essere scaldati dai caldi raggi della bella stagione, ed è bello poter sentire sulla propria pelle un sogno che diventa realtà.
Pioverà, certo. Tornerà un po' di freddo.
Ma ormai la primavera è qui, è ovunque.

Benvenuta, primavera!

BadMicina alle 21:06 in: tempo libero
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martedì, marzo 17, 2009

Someday we'll know

Avere lezione nel pomeriggio ha diversi vantaggi. Oltre a poter dormire e riuscire a pranzare con qualcosa che differisca dai panini (anche se l'orario è più da brunch che da lunch) ne approfitto anche per canticchiare un po', non appena la genitrice esce.
Dopo aver consumato classici Disney come "A dream is a wish your heart makes", oggi ho cantato almeno una decina di volte una vecchia canzone dei New Radicals. Ammetto, per dovere di cronaca, che è la loro unica canzone che conosco.
C'è anche una cover fatta da Mandy Moore e da tale Jonathan Foreman. SE mai dovessi decidermi a partecipare ad una serata karaoke, la terrò presente per un duetto insieme a "When you're gone" di Bryan Adams.

90 miles outside chicago
Can't stop driving
I don't know why
So many questions
I need an answer
Two years later you're still on my mind
Whatever happened to Emelia Earhart
Who holds the stars up in the sky
Is true love once in a lifetime
Did the captain of the titanic cry
Someday we'll know
If love can move a mountain
Someday we'll know
Why the sky is blue
Someday we'll know
Why I wasn't meant for you
Does anybody know the way to Atlantis
Or what the wind says when she cries
I'm speeding by the place that I met you
For the 97th time tonight
Someday we'll know
If love can move a mountain
Someday we'll know
Why the sky is blue
Someday we'll know
Why I wasn't meant for you
Someday we'll know
Why Samson loved Delilah
One day I'll go
Dancing on the moon
Someday you'll know
That I was the one for you
I bought a ticket to the end of the rainbow
I watched the stars crash in the sea
If I could ask god just one question
Why aren't you here with me
Someday we'll know
If love can move a mountain
Someday we'll know
Why the sky is blue
Someday we'll know
Why I wasn't meant for you
Someday we'll know
Why Samson loved Delilah
One day I'll go
Dancing on the moon
Someday you'll know
That I was the One for you

(Someday we'll know - New Radicals) qui per ascoltarla

BadMicina alle 22:13 in: liberi pensieri
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lunedì, marzo 16, 2009

Fantasie di fine inverno

Ecco cosa mancava su questo blog da un po' di tempo: le ricerche bizzarre.

Gioiosi passatempi

- Fai da te uno storditore (E nella prossima puntata "Come costruire una ghigliottina nel giardino sul retro")
- Giocavamo e le mani finivano sotto la gonna a toccare la patatina  (A casa mia si chiama molestia)
- Castrerei (Anche io, fidati)
- Solo una bag di louis vuitton può rallegrarmi la serata (Solo una tua caduta dalle scale potrebbe rallegrarmi la serata)

• Quesiti esistenziali

- L'acqua quante calorie ha? (Tante quanti i tuoi poveri neuroni)
- Ho baciato una prostituta e poi ho avuto una tonsillite lacunare c'è relazione? (Credo sarebbe stato più igienico leccare le zampe di un piccione)
- Avete notato che ultimamente Tom Kaulitz indossa "bandane"? (Eh, sai com'è, l'alopecia non perdona)
- Regalare fiori prima di una ricorrenza è da burini? (è semplicemente banale)

Il cervello, questo sconosciuto abitante del nostro corpo

- a quante tipe precise gli piacciono i ragazzi..e mentre i tuoi sono in salotto e fanno il segno di croce..io ti introdotto nella mia vita veloce (Sei amico di Spitty Cash?)
- non vincerò mai, non ho mai avuto fortuna nella mia vita mi sono sempre guadagnata io le cose, ma per una volta ti prego aiutami fammi VINCERE (Sto per dirti una cosa che sono certa ti stupirà: Google non è un oracolo e nemmeno una divinità)
- ...L’altro ieri la mia amica,sign.Costa,ha incontrato un ragazzo in discoteca...e adesso non sa che fare,vorrebbe ma...No la prego!Non mi guardi così...glielo giuro è per una mia amica!! (Ti prego, Signore, abbattila)
- Devo entrare nell'esercito e devo fare degli esami urinarie possono trovarmi tracce di hashish (Se sei così pirla da usare l'hashish, sì)
- Figata geometrica (Ah, il triangolo di pelo)
- Bill Kaulitz fa gesti osceni (E anche canzoni oscene)
- La triade della figa depilata (Avete anche una specie di bat-segnale?)
- Sexi obese pelose (Ti prego... ho appena mangiato)

BadMicina alle 21:33 in: chi cerca mi trova
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venerdì, marzo 13, 2009

Musical e vita quotidiana

Durante i numerosi momenti morti del lavoro in fiera, la mia testolina si è arrovellata per spuntare qualche voce della lista " Questioni spinose a cui pensare".
Il risultato è stato che mi sono persa ad immaginare tante fantasiose scenette nelle quali rispondevo a queste domande fastidiose con la tecnica del musical. Ovvero, sdrammatizzare la situazione e deresponsabilizzare le mie risposte parlando attraverso strofe di canzoni. Come un musical, insomma.

Chiaramente le situazioni romantiche sono quelle che meglio si prestano a questa idea, visto che il tema dell'ammmmore fa sempre presa sul pubblico e l'industria discografica pare non averne mai abbastanza del binomio "cuore - amore".

Pensiamo ad una coppia timorosa di esternare i propri sentimenti. Lui le chiede, ad esempio: "E tu... cosa vorresti?"
A questa domanda lei abbassa lo sguardo e inizia a cantare "Vorrei illuminarti l'anima. Nel blu dei gironi tuoi più fragili, io ci sarò. Come una musica, come domenica, di sole e d'azzurro..." (Di sole e d'azzurro - Giorgia).
Più carino del solito "Ecco io... cioè... sai... non lo so cosa voglio... ecco".

O magari, giusto per allontanarci un po' dai testi melensi. Immaginiamo adesso che lei abbia scoperto quanto il ragazzi per cui ha fatto fuoco e fiamme sia un cretino. Uno del genere che ti mette le corna con la ex culona e antipatica.
"Voglio vederti morire, voglio vederti soffrire, voglio vederti sanguinare, voglio vederti sudare..." (Voglio vederti morire - Gli Atroci). Forse un po' forte, ma penso che davanti alle corna nessuno augurerebbe al (ex) partner una vita di miele e fiorellini.

Ma c'è anche spazio per la sensualità e le situazioni piccanti. Si può scegliere tra il classico ritornello di Lady Marmalade "Voulez-vous coucher avec moi, ce soir?" o il languido tormentone di Rod Stewart "If you want my body and you think I'm sexy 'come sugar let me know. If you really need me just reached out and touch me...".

Sì, penso che quando dovrò affrontare la prossima situazione spinosa risponderò a suon di musica. Insomma, prima o poi mi capiterà anche di usare la frase "il cellulare ce l'ho già spento, perchè per me sei troppo sbattimento" - dARI docet.

BadMicina alle 17:58 in: liberi pensieri
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mercoledì, marzo 11, 2009

Letture al buio

Ieri sera il mio quartiere è stato vittima di un lungo black out. Torcia alla mano abbiamo passato il tempo giocando con il cane e il gatto.
Quando poi abbiamo visto che la cosa andava per le lunghe e iniziava a farsi tardi, andare a letto è sembrata una buona idea. Mi sono messa a letto a leggere qualche pagina dei due libri che avevo comprato proprio nel pomeriggio.
Ho cominciato sfogliando una piccola raccolta di poesie di Prévert.

On frappe

Qui est là
Personne
C'est simplement mon cœur qui bat
Qui bat très fort
A cause de toi
Mais dehors
La petite main de bronze sur la port de bois
Ne bouge pas
Ne remue pas
Ne remue pas seulement le petit bout du doigt

Subito dopo sono passata a sfogliare un paio di capitoli di Lolita. Avevo letto questo libro giusto un annetto fa e, nonostante mi fossi ripromessa di farlo già da tempo, l'ho comprato solo ora.
Non so voi, ma quando leggo un libro tendo ad immaginare che i protagonisti si muovano in ambienti a me noti, così mi è più facile ricordare i particolari. Ad esempio, l'hotel in cui Humbert e Lo consumano il loro primo incontro mi ricorda tanto gli alberghi che costeggiano la strada modenese che percorro per andare in vacanza. La casa di Lo, invece, l'ho associata ad altro. Sarà per qusto che ho iniziato la rilettura verso la metà del libro.
Quando la luce è tornata ho abbandonato il libro e sono andata a svagarmi guardando la Gialappa's.
Mi chiedo se riprenderò ancora quel libro. A malincuore, credo di no.

BadMicina alle 10:18 in: cultura varia
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martedì, marzo 10, 2009

Lettera fuori stagione a Babbo Natale

Caro Babbo Natale,

come va?
Scommetto che sei sorpreso di ricevere della posta in questo periodo dell'anno. Spero che, oltre a provare sorpresa, ti faccia anche piacere della corrispondenza inattesa.
Spero tu ti stia godendo il meritato riposo in un Paese caldo, dove la sabbia è bianca e fine e il mare sembvra acqua minerale. Lo so che i bambini da soddisfare il 25 dicembre sono molti, ma un po' di riposo te lo meriti anche tu. E tutti i collaboratori, ovviamente.
Premetto che non ti scrivo per farti venire il mal di testa con un lungo elenco di richieste, o meglio, una piccola parte di questa lettera è riservata alla discussione di ciò che ti ho chiesto per il Natale appena passato.
Nonostante la primavera stia arrivando, in televisione - ultimamente - passano diversi film/telefilm a tema natalizio. Domenica ricordo i Simpson, qualche sera fa e stamattina hanno trasmesso il film Alvin con quella canzoncina che non può che rimanere in testa. Ah, e adesso c'è un episodio di Più forte ragazzi, telefilm che non seguo ma che proprio stamattina mi sono ritrovata a guardare. Inoltre, come ben sai, ho iniziato una lista di buoni propositi. Fra questi pensavo di inserirci anche una postilla in cui mi riprometto di tornare a credere in te, anche se non proprio nella forma di uomo panciuto e vestito di rosso.
Negli ultimi anni ti ho scritto lettere in cui ti chiedevo cose che, lì per lì, mi sembrava impossibile realizzare. Poi mi è come piovuto in mano quello che volevo, anche se con dei piccoli "tranelli". Quest'anno sono stata molto vaga nel fare la mia richiesta, ma tu sai tutto e certamente hai saputo estrapolare alla perfezione le parole che racchiudevano il senso del mio desiderio.
Immagino che nei "tranelli" nascosti nei regali passati ci sia stata una lezione da imparare. Qualcosa ho di certo imparato, ma in me resta sempre un pizzico di ingenuità che proprio non riesco a mandare via, e forse è proprio questa ingenuità che mi permette di dare tutta me stessa quando credo in qualcosa e faccio il possibile per portarla a termine.
Ora, siccome trovo giusto ricevere e ricambiare, ho pensato ad un compromesso. Ti chiedo, per favore, di portarmi il regalo senza lezioni da imparare, semplicemente così come lo vorrei. In cambio, mi impegno a relizzare giorno per giorno dei piccoli propositi (per le parolacce ci sto lavorando, ma per alcune situazioni sono quasi necessarie. Quindi spero potrai perdonarmi, se ci metterò più tempo del previsto).
Ti ringrazio in anticipo e auguro a te e a tutta la tua squadra delle buone vacanze.

Ah, ultimamente mi sto anche dando alle canzoni di Natale. Canticchiarle in questo periodo dell'anno mi sembra più spontaneo.

Un abbraccio,

Fabiana

BadMicina alle 12:56 in: liberi pensieri
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domenica, marzo 08, 2009

Momenti di delirio in fiera

Ero seduta alla postazione del mio punto informazioni, lievemente assopita per via della focaccia unta consumata per pranzo. Torna la mia collega dalla pausa e, sorridendo, inizia a raccontare
«Che ridere. Eravamo io e l'altra ragazza in giro per il Mido (La fiera degli occhiali). C'era questa specie di bar dove abbiamo preso un prosecchino... ad un certo punto vediamo una grande folla e gente che fotografa. Ci sarà stato qualche VIP; abbiamo pensato... e lì c'era Morgan che presentava il suo libro».
Nel proferire il focus della notizia tira fuori il libro, e dalla copertina rialzaa potevo intravedere la dedica con autografo.
Tra la fine della sua frase e la mia reazione sono passati giusto un paio di decimi di secondo. Ho sgranato gli occhi e, protendendomi verso di lei, mi sono appoggiata al bancone in modo da fare perno e alzarmi velocemente e con equilibrio.
«COOOOSA??? MORGAN... DOVE?»
Tempo che dicesse il numero approssimativo del padiglione io avevo già afferrato la borsa e sono letteralmente corsa via.
Ho sfidato ogni forza della natura correndo sul mio tacco 12 e cercando di muovermi agilmente nonostante la terribile gonna a tubino. Raggiungo il padiglione facendomi largo tra la gente che pascolava placina lungo il viale. Dopo aver trottato a destra e sinistra chiedendo infomazioni finalmente ecco l'elegante angolo bar... ma c'era troppa calma. La collega del posto mi dice che, ahimè, Morgan era andato via da 5 minuti.
Mesta torno alla mia postazione. Senza libro, senza autografo e senza aver visto Morgan.
Questa è la seconda possibilità in poco tempo che mi capita di conoscerlo, ed è la seconda volta che - per un motivo o per l'altro - non riesco ad incontrarlo.
Prima o poi riuscirò a conoscerlo (in senso biblico, si intende).

BadMicina alle 21:58 in: lavoro, deliri
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venerdì, marzo 06, 2009

Gli interrogativi delle menti superiori

Ho trovato un lavoro come hostess per 5 giorni - cosa positiva
La fiera in questione è il mifur (pellicce) - cosa negativa

Ho accettato perchè ho bisogno di risanare il mio conto in banca e perchè, comunque, non sono alle dirette dipendenze dei pellicciai. La mia mansione è di piantonare un punto informazioni insieme ad un'altra ragazza. Insieme dobbiamo rispondere ad ogni possibile domanda dei clienti.
Nonostante gli avventori non siano molti, si presentano sempre quelle menti particolarmente illuminate.

Signore: Buongiorno, sto cercando l'azienda xxx
Io: Dunque, è in questo padiglione allo stand F09 (il numero di padiglione è ovviamente fittizio)
Signore: ah ok... F09. Da che parte?
Io: Guardi, le corsie sono sinstemate in ordine alfabetico... A, B, C e così via.
Signore: Dunque, corsia F...
Io: Sì...
Signore: Quindi non A...

 

 

BadMicina alle 20:44 in: lavoro
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mercoledì, marzo 04, 2009

Finti silenzi

Ci sono sensazioni per le quali non riesco a trovare parole.
È un silenzio che in realtà dice molto. Porta dentro di sè un urlo di rabbia, le lacrime della delusione, l'esitazione dell'incertezza, un sorriso sommesso per la felicità e il furore della caparbietà.
Ci sono sensazioni chesi possono trasmettere solo in silenzio, con un gesto.
In questi silenzi si perdono i ricordi, i pensieri e le parole che non riescono ad uscire.

Nel silenzio ci si interroga e si cercano risposte.
Io ho delle domande da fare e delle risposte da dare.
Bisogna dare un senso al finto silenzio.

BadMicina alle 22:02 in: emozioni
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lunedì, marzo 02, 2009

Solo et pensoso i più deserti campi

Solo e pensoso i più deserti campi
vo mesurando a passi tardi e lenti,
e gli occhi porto per fuggire intenti
ove vestigio uman l'arena stampi.

Altro schermo non trovo che mi scampi
dal manifesto accorger de le genti;
perché ne gliatti d'alegrezza spenti
di fuor si legge com'io dentro avampi:

sì ch'io mi credo omai che monti e piagge
e fiumi e selve sappian di che tempre
sia la mia vita, ch'è celata altrui.

Ma pur sì aspre vie né sì selvagge
cercar non so ch'Amore non venga sempre
ragionando con meco, et io co llui.

- Francesco Petrarca -

Questo sonetto di Petrarca fa parte della raccolta Rerum volgarium fragmenta, meglio nota come il Canzoniere
Il poeta si immagina a vagare pensoso per luoghi isolati, lontani da ogni segno dell'uomo, per non far vedere agli altri i segni causati dal suo tormentato amore per Laura. In questa solitudine si vede comunque costretto ad affrontare Amore. Per quanto tenti di sfuggire agli sguardi e al giudizio altrui, il sentimento che lo lacera dentro lo seguirà anche nei luoghi più aspri.

BadMicina alle 21:45 in: cultura varia
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