venerdì, agosto 29, 2008

History Channel: la leggenda dell'ultima Croazia

Studio Aperto ci insegna che youtube è un ggiovane e importante veicolo di notizie: dal gossip all'attualità. Ho quindi deciso, dopo anni trascorsi nella mera vesta di passiva spettatrice, di fare un video e metterlo nel tubo.
L'idea di organizzare un pestaggio ai danni di qualche bimbominkia, oppure fare un corso accellerato di "Come usare la fionda vinta al bowling" usando come bersaglio le finestre o la macchina di qualche povero minchione, inizialmente mi solleticavano. Alla fine il mio animo rivoltoso è stato sedato da una pensata migliore, cioè una classica raffica di cazzate.
L'occasione si è presentata casualmente, durante la vacanza girl power in Croazia. Eravamo al ristorante ad attendere che ci venisse servita la cena (per dovere di cronaca aggiungo che abbiamo dovuto attendere oltre un'ora) e lì, preda dei morsi della fame e di uno scompenso ormonale, ho iniziato a fare animazione interpretando la mia versione della fine della Croazia.
Come accennato in un paio di post fa, avevamo escogitato un modo per impiegare in modo alternativo il suolo croato.
Basta preamboli, ecco a voi il mio fantastico documentario. Scommetto che Voyager non tarderà a contattarmi.

 

Poichè i mezzi a disposizione non erano professionali, chiaramente l'audio non brilla per ottima qualità.

Provate voi a dormire una settimana in un letto infestato dalla pulci; avere la casa colma di strani insetti; lavarsi in un bagno che in realtà era un laboratorio per ricreare i più mortali virus; dover litigare con una barista ignorante e con dei bimbominkia fastidiosi ecc...
Insomma, alla fine è naturale andare fuori di testa.

Ringrazio, in ordine rigorosamente alfabetico: Ale, Fede, Luara e Veronica per avermi aiutata e sostenuta nella creazione del documentario.

BadMicina alle 21:16 in: deliri
commenti: commenti (popup) | commenti
mercoledì, agosto 27, 2008

Mi sn tr fatta PedroKaSteDani

Le menti malate della sottoscritta e della Nico hanno partorito un nuovo progetto sociologico/letterario: una fanfiction.
Dopo esserci documentate spulciando forum e traendo preziosi consigli dalla Somma Enciclopedia, finalmente la nostra idea si è concretizzata prendendo la forma di due brevi scritti di cui andiamo molto orgogliose.
La Nico si è immaginata un focoso incontro con il leader dei TH, Bill Kaulitz. Io sono rimasta entro i confini italiani narrando di un fugace ma passionale pomeriggio speso in compagnia dei Finley. Arduo è stato distinguere i vari PedroKaSteDani.

 

Era un pome cm tanti. Facevo troppo shopping cn la mia BFF, la kamy, e stavamo andando alla JDC per prendere il perizoma di hello kitty. Bellixximo, quello con gli strass sul kulo ke fa tr un sesso. Eravamo appena tornate dalla nostra fantastica vacanza a Rimini: cioè raga, tt le sere una disco diversa. Lunedì al Cocco, martedì Villa delle rose mercoledì che mal di testa ma siamo andate al Mojito e così via. Ads ci voleva un po’ di shopping, xkè era da almeno un mese ke nn andavamo in centro insieme e noi siamo tr fighe x avere il guardaroba vekkio di un mese. Poi sta arrivando l’autunno, cioè lo prendo cm scusa per prendere le all star kn i teschietti.

Arriviamo in S. Babila e ci facciamo la vascata all’indietro. Cioè raga, quanti fighi c’erano? Poi mi fa tr un sesso il boxerino D&G che spunta dal jeans calato, mamma mia, non potete capire! Cmq, arriviamo in Duomo e sotto al balcone di TRL era pieno di gente. Io e la Kamy ci avviciniamo e vediamo un sakko di tipe con i cartelloni per i Finley.

- Kamy, ma ci stanno i Finley a TRL?

Corriamo anche noi e facciamo appena in tempo a vederli uscire sul balcone. Non potete capire cm ci batteva il cuore. Erano bellixximi, e salutavano verso di noi. Le altre hanno iniziato a cantare Fumo e cenere, e ovviamente noi non siamo state da meno. Ho cantato kn tutto il fiato ke avevo in gola, sperando ke la mia voce sia arrivata fino a loro come segno di amore. Mi è spiaciuto troppo non avere un cartellone, ma sapevo ke x fortuna c sarebbero state altre occasioni.

Ancora nn avevo idea di qnd avessi ragione!

Tt contente abbiamo ripreso il giro x negozi. Siamo state un’ora da H&M e un’altra ora da Zara, poi ci è ovviamente venuta fame. Fare shopping è un’attività sportiva (hihihih) così siamo andate da Spizzico per mangiare qualcosa. Per me ovviamente un patapizza con la Coca. Lo so, sono fortunata, mangio tanto e non ingrasso, mi invidiano tutte ma raga non è colpa mia, non posso farci niente se sono così.

Ci sediamo poco distanti da un gruppo di 5 ragazzi vestiti con felpone scure e cappucci calati sul volto, kissà ke kaldo! Stavano in un angolo a mangiare, abb silenziosi. Noi invece non la smettavamo di ridere e tirarci le patatine, poi la kamy ha fatto una cerbottana cn la cannuccia e mi sparava i tovagliolini tt sbavati. Skifo! Ad un certo punto iniziamo a cantare ancora Fumo e cenere, amo quella song, e qnq sn arrivata a cantare “… ti aspettavi di udire SEI SOLO PER ME…” uno di quei ragazzi ha iniziato a cantarmi dietro, ed era anke intonato. Gli sorrido e gli chiedo

- anke a te piacciono i Finley?

Lui ed i suoi amici sogghignano. ke maleducati

- ho fatto 1a domanda così scema? – gli kiedo scocciata.

- nu nu, diciamo ke noi siamo dei fan speciali dei Finley – mi risponde un morettino con la frangetta ke quasi gli copre interamente gli okki. Proprio figo questo tipino.

Cs si rimette a cantare la seconda strofa di fumo e cenere, ha una voce tr bella, somiglia davv tr a quella di Pedro. Somiglia anke a Pedro. Loro sono 4, i Finly sono 4.

- Skusa ma, voi siete i Finley?

Si guardano e scoppiano a ridere. 1 alla volta iniziano a togliersi il cappuccio e nn posso proprio krederci… SONO I FINLEY!!! Io e la Kamy non sappiamo cosa dire, restiamo a fissare il vuoto con la bocca aperta e una gocciolina di bava che cade. Cioè, eravamo in fissa paura. I Finley erano lì davanti a noi. Io avevo cantato con Pedro. Si alza in piedi e mi porge la mano

- Piacere, io sono Pedro!

Poi anke gli altri si alzano per stringerci la mano

- Piacere, Ka… Ste… Dani…

Noto che Ka mi fa appena l’okkiolino mentre mi stringe la mano. Nun ci kredo, mi sudavano troppo le mani. Oddio, kissà che figuraccia se mi hanno sentito la mano bagniata ( non solo quella era bagniata hihihihihi :-p). Ci sediamo kn loro e iniziamo a parlare. Io ero tra Pedro e Ka, mentre la Kami stava tra Ste e Dani. Piccula la mia tesora, era tutta rossa e nun sapeva cs dire. Gli diko ke proprio pc fa eravamo sotto al balcone di TRL, ma senza cartellone xkè eravamo app tornate dalle vacanze e nn sapevamo che andavano a TRL. Intanto Ka continuava a guardarmi e sorridermi, mentre pedro sembrava volermi a tutti i kosti fiorare la mano, per prendere il tovagliolo, afferrare una patatina. Non era la mia immaginazione, voleva davv avere un kontact kn me.

Ci propongono d andare a fare un giro, ma la Kamy doveva tornare a casa x prendere la sua sister dalla nonna. Kazzo, era un occasione unika e nn potevo tornara @ home proprio ads, ks kiamo la mamy e le diko ke stavo a dormire cn la Kamy da un amica della Kamy (hihihihi me geniale!).

Lei mi saluta e maliziosa mi dice

- fai tante maiale kn tutti e 4, altrimenti nun 6 + la mia tesora!

Loro si rimettono i cappucci x nn farsi riconoscere dalle fans. Ke palle altrimenti se devono farsi assalire dalle bimbette urlati ke vogliono un autografo, xò forse lo farei ank io hihihihi XD xò alla fine si sentono cmq tr osservati e Pedro mi kiede

- Ti va di venire a bere qlc in albergo da noi?

Ovviamente accetto. Arriviamo in hotel e Ste e Dani vanno in camera x farsi una doccia. Sn cs billini loro, tt puliti. Resto da sola cn Pedro e Ka, nessuno dei 2 vuole lasciarmi da sola cn l’altro ed io nn so cs fare. Sn tt e 2 tr fighi, ma se devo farmi qlc, beh, Pedro è il + famous. Mi avvicino d + a lui e spero ke Ka capisca, alla fine kapisce e sbuffando da una pakka sulla spalla all’amico e se ne va. Restiamo soli.

- T va di bere qlc dal mio frigobar?

Scquoto la testa e saliamo le scale per raggiungere la sua kamera. Io ero davanti, sentivo i suoi okki sul mio sedere e la ks mi eccitava tr. Apre la porta  e mi guardo intorno. Cioè, sn nella camera di Pedro… kn Pedro. Mi fa akkomodare sul letto e mi offre una Coca, mette su un cd punk (Avril, ovviamente) e già sento d amarlo. Abbiamo proprio gli stessi gusti, lui sì ke ne kapisce di musika e mi si siede akkanto. Mi parla dei progetti per i prossimi mesi ed io quasi nn lo askolto, mi kiedo come sia senza maglietta. Lui si akkorge del mio sguardo xso e mi kiede se sto bene

- Sì sì è ke… mi kiedevo km 6 senza maglietta (me stupidixima)

senza dire nulla si toglie la maglia ed è perfetto, ha una tartarughina da bava su cui nn poxo nn andare in fissa paura. Resto stupita, con le labbra lievemente sokkiuse. Sempre nel silenzio si avvicina e mi sfiora appena le labbra kn un bacio. A quel baci ne sn seguiti altri, tanti altri, ed intanto i vestiti sul pavimento iniziavano ad aumentare.

Senza rendermene nemmeno konto stavo facendo sex kn Pedro ed era fantastico. Sn stati i 2 min the best of my life. Abbiamo cenato insieme, in camera, e lo abbiamo fatto tnt tnt altre volte. Poi ho riamato un taxi e sn dovuta tornare a kasa. Uff… kissà se aveximo paxato la notte together.

Sapevo ke già mi amava, e proprio xkè mi amava nn mi ha kiesto il num di cell. Avrebbe dovuto lasciare il gruppo x dedicarsi unikamente a me e al ns amore, e ai 10 figli ke avremmo fatto. Alcune friends invidiose dicono ke voleva sl scoparmi e ke probabilmente nemmeno si rikorda il mio nome, ma loro nn kapiscono un kazzo e sn sl delle invidiose di merda. Pedro mi ama e sn sikura ke la lontananza farà bene a entrambi, xò un giorno c ritroveremo. Anzi, certamente mi sta preparando un matrimonio a sorpresa e ha preso il mio num d cellu mentre ero distratta. Cioè, ads so cos’è l’amore. Prima ero indecisa se sposare Bill Kaulitz, Pedro o un tronista di Uomini&Donne. Ma ads so ke amo Pedro e Pedro ama me, anke se qlk kretino igniorante dice ke lui e Ka stanno insieme. Ma nn è vero.

 

PEDRO TADB4EVER&EVER 4ALLMYLIVEUANDMETOGETHER!!!!!!


BadMicina alle 16:11 in: deliri
commenti: commenti (4)(popup) | commenti (4)
lunedì, agosto 25, 2008

Foto stupide di persone stupide - pt. 2

In attesa di trovare la giusta concentrazione per dedicarmi al resoconto della seconda vacanza in terra ligure, ecco a voi un'altra carrellata di foto vacanziere.
Queste sono gentilmente offerte dalla Nico, instancabile fotografa sempre pronta ad immortalare i momenti più particolari (leggi: mortalmente imbarazzanti). Ovviamente, prima di postarle, ho fatto un'accurata scrematura tenendo ben nascoste quelle esteticamente peggiori o semplicemente troppo sciocche per meritare di essere rese pubbliche.

Dopo Giuseppe in versione felina, eccomi qui nelle vesti di dolcissima pink bunny alla stazione di Varazze.

Interessante attività ricreativa: la guerra delle mutande. La Nico armata di slip raffiguranti un coccodrillo, ed io mi difendevo con delle coulottes con il simpatico disegno di un porcellino.

La nostra Bibbia. Ogni mattina, ma a volte anche al pomeriggio e alla sera, la leggevamo sul balcone prima di iniziare il nostro proclama quotidiano. Penso sia stato il souvenir più istruttivo che abbia portato da Sharm.

Un uomo devastato dalla vodka e dalla birra.

Yo fra... I'm Fa-b!

Lui è la versione moderna del Dio Bacco. Ecco Joseph ripieno di sangria.

Presto, molto presto, aggiungerò anche la terza parte.
Questo tripudio di idiozia va preso a piccole dosi, così c'è più gusto.

BadMicina alle 22:43 in: foto
commenti: commenti (1)(popup) | commenti (1)
domenica, agosto 24, 2008

Conflitti interiori

«Ero guarito. Eccome!»

 

Con questa battuta di Alex De Large (Malcolm McDowell) si conclude il film Arancia Meccanica.

È una frase che mi spiace spesso citare, soprattutto in compagnia della mia rossa amica Nicoletta, e di cui recentemente ho fatto una specie di mantra.

Dopo un periodo di buio torpore emotivo, ho eletto questa citazione a simbolo di un nuovo inizio; un po’ esplicito, se andiamo a guardare la scena a cui si riferisce (potete vederla qui, negli ultimi secondi), ma essenzialmente lo vedo intriso di soddisfazione e rivincita personale.

 

Forse il mio inconscio non è totalmente d’accordo sulla completa riuscita di questo nuovo inizio, visto che ultimamente è tornato a bussare in un modo non tanto insolito. Mi sono trovata coinvolta in più episodi di shopping di tipo letteralmente ossessivo-compulsivo, durante i quali ho speso cifre vergognose per cose di cui, onestamente, non avevo un effettivo bisogno.

Ho afferrato di tutto, ed in alcuni momenti di lucidità sono riuscita a posare alcuni oggetti, ricordandomi del buon proposito di risparmiare in vista di una futura gitarella a Vienna (o Parigi, Copenaghen, mah…).

Durante questi attimi di follia mi sono portata a casa:

 

Scialle multicolor traforato con frangette sul bordo – Missoni

Maglia a maniche lunghe con scollo a V- Celyn b

Maglia a maniche lunghe acquamarina – Celyn b

Portafogli in pelle bianco – Furla

Portamonete in vernice acquamarina – Furla

Tris di ombretti dalle tinte rosa – Acquaesapone

Orecchini handmade bianchi

Orecchini handmade rosa pendenti

Tisaniera e tisana al cardo

Crema corpo dell’erboristeria

Essenza al patchoulli

 

Domani provvederò a comprare o un paio di Superga bianche, o le All Star.

 

Ma soprattutto, nella mia vita è entrato lui: iPhone 3G. Il fatto che in quasi una settimana non sia ancora riuscita a configurarlo, e quindi usarlo, è solo la riprova che io e la tecnologia dobbiamo ancora firmare un armistizio.

 

BadMicina alle 17:29 in: shopping
commenti: commenti (2)(popup) | commenti (2)
lunedì, agosto 18, 2008

5 donne in Croazia: BRAmosia di distruzione e cazzate a briglia sciolta

Promuovere il turismo è uno dei doveri di un operatore dei servizi turistici qual io sono. E’ facile decantare il cristallino mare di Sharm el Sheik o l’imponenza dei monumenti londinesi. Ci sono volte in cui è necessario, nonché doveroso, stroncare senza pietà località tanto decantate da viaggiatori più o meno esperti. In fondo le recensioni non possono essere sempre e solo positive.

 

Con questa premessa mi accingo a redigere il resoconto della vacanza in Croazia, pregando le altre partecipanti di aggiungere dettagli eventualmente dimenticati. Sarà lungo da leggere, ma credetemi, ne varrà la pena.

 

Alle ore 01:30 di lunedì 4 agosto una Citroen con a bordo 5 affascinanti donzelle ha acceso il motore alla volta della località di Vela Luka, situata sull’isola di Korčula. L’entusiasmo, ed un po’ anche il sonno, ci pervadeva. Io, Pagghy, Vero, Luara e Federica eravamo pronte a goderci una settimana di assoluto girl power sotto il sole croato, pregustando giornate trascorse ad arenarci sulla spiaggia ed immergerci in acque che ci erano state descritte come cristalline.

Il casello di Venezia inizia a regalarci i primi malumori, traducibili in almeno un paio d’ore di coda. Ma in fondo il velo della notte e gli animi ancora alti liquidano rapidamente questo insignificante inconveniente. Breve sosta all’autogrill per rifocillarci ed espellere i liquidi; il bagno gremito di gente ci spinge a cercare un angolo più o meno isolato dove espletare i nostri bisogni. Peccato che oltre ai camionisti guardoni ci fosse anche un cadavere. Poco distante da noi, infatti, giaceva un corpo morto coperto da un lenzuolo bianco, e nessuno pareva curarsene.

Un inizio vacanza decisamente inquietante.

Riprende la nostra marcia attraversando il territorio sloveno, colmo di curve e paesaggi tanto boscosi quanto solitari. Il mio stomaco non ha apprezzato molto l’andamento montano, ma siamo comunque riuscite ad ingozzarci di bresaola e M&M’s per passare il tempo.

Varchiamo il confine croato e ci facciamo inondare da una sensazione di estremo ottimismo, pensando che avremmo presto infilato le chiavi nella toppa dell’appartamento.

Povere ingenue.

Pochi sanno che gli ingegneri stradali di nazionalità croata non brillano per acume. Vi pare possibile passare da due ad una corsia in prossimità di una galleria? Ovviamente alle orecchie di una persona normale questa idea suona come una solenne cazzata, ma così non è per chi ha progettato quelle strade. Così, a causa di un manipolo di imbecilli che si sono laureati con i punti dei budini, abbiamo passato ore ed ore in coda, sotto al sole cocente ed immerse in un landscape roccioso e desolante. Accampate come profughe sui sedili, cantando e blaterando cercando di non farci prendere eccessivamente dal nervoso.

La morale della favola è che siamo giunte al porto di Split poco prima delle 21 (rimembrate l’ora di partenza? Erano le 01:30 di notte). Sospirando ci diciamo che finalmente siamo vicine ad assaporare i comodi materassi di casa.

Povere stupide.

Tronfie di gioia chiediamo i biglietti per il traghetto, ma l’impiegata ci distrugge moralmente in pochi secondi “Il prossimo traghetto è domani alle 10”. Gelo. Non vi erano soluzioni alternative, l’unica cosa da fare era trovare un albergo e passare lì la notte.

Troviamo rifugio presso un hotel gestito da una simpatica signora e dal marito. Dopo aver depositato i bagagli io e l’Ale ci avventuriamo alla ricerca di cibo, finendo in una pizzeria dove stavano per rifiutarsi di servirci perché avremmo pagato in lire e non in kune (la moneta locale). Esco brontolando insulti più o meno coloriti, intercettati da un uomo che era impegnato a fumare e si scoprì poi essere il capoccia del posto. Fu così che grazie alla mia acidità siamo riuscite a farci servire una pizza margherita, ovvero l’unica di cui si capivano vagamente gli ingredienti.

 

Il mattino seguente ci siamo alzate di buon’ ora per essere certe di non perdere nuovamente il traghetto. Ci imbarchiamo cariche di rinnovato ottimismo, cercando di autoconvincerci di essere appena scese dal letto delle rispettive dimore e di aver preso il largo dal famosissimo porto di Milano. Il sole ci sorrideva, il mare era calmo ed ormai eravamo certe che tutto sarebbe andato per il meglio.

Dopo 3 ore di navigazione sbarchiamo al porto di Vela Luka. Urla di gaudio rimbombano per la macchina mentre attraversiamo il ridente paesino, seguendo le indicazioni per arrivare all’appartamento.

Immaginateci, sudate ed ansiose di scoprire le fattezze della casa in cui avremmo convissuto per 7 giorni. Un sorriso smagliante sul volto che si è spento nel momento in cui, aperta la porta, ci rendiamo conto di aver affittato una specie di loculo. La brochure parlava di appartamento, in realtà eravamo in un bungalow in grado di contenere massimo 3 persone. Ora, dopo anni di studi linguistici posso affermare con assoluta certezza che né in inglese e tantomeno in francese la parola bungalow può essere resa con il termine appartamento. Sono cose distinte, e a noi lo hanno messo nel culo.

Alla nostra destra si è palesato quello che dovrebbe essere un salottino, arredato per noi con un divano letto matrimoniale ed uno singolo dalla dubbia pulizia. A sinistra, un cucinino dove mancavano buona parte delle stoviglie. Al piano superiore, raggiungibile mediante una stretta scala a chiocciola, un letto matrimoniale ed il bagno. Potrei dilungarmi per pagine e pagine solo per descrivere quel bagno, e mi pento amaramente di non averlo immortalato a fine vacanza. Sembrava una palude, un umido habitat in cui coltivare germi e malattie debellate anche nei paesi meno civilizzati.

Ci è inoltre stata data l’occasione di cimentarci in studi da entomologo. Ogni giorno, infatti, venivano a trovarci simpatici insetti. Millepiedi e ciccioli soprattutto, questi ultimi sono insidiosi vermi corazzati che si arrotolano quando ti avvicini per porre fine alle loro sofferenze. Con l’ausilio del caro Dottor Pied ce ne siamo liberati.

Altra nota di (de)merito va alla spiaggia dell’hotel. Oh, l’albergo aveva una spiaggia privata? Ma certo che sì, e dall’alto della finestra della hall pareva anche una piccola delizia tutta da godere. Una volta scese le scale ci si palesa la verità, cioè che si poteva scegliere se sdraiarsi sul cemento o sul ciottolato, e che il mare era discretamente lercio a causa della vicinanza col porto.

Anche la fauna che la popolava merita di essere menzionata. Infatti abbiamo avuto l’onore, nonché il privilegio, di essere a stretto contatto con un branco di bimbominkia locali: c’era la puttanella minorenne con l’amica, il buffone del gruppo che meriterebbe una vasectomia spontanea, il bimbo con spirito di emulazione verso il più cazzone di tutti ed infine i personaggi di contorno, colpevoli di avere per amici simili soggetti.

 

Già dal giorno seguente abbiamo avuto modo di renderci conto di un paio di cose: l’immane simpatia degli autoctoni e la desolazione nella quale eravamo immerse.

Mentre le mie compagna di viaggio si gingillavano su un’isoletta da noi soprannominata Piccola Petrekte, io ne ho approfittato per recarmi all’ufficio turistico e raccogliere qualche informazione sulla nightlife locale e di conseguenza ripassare un po’ di inglese. Non ho nascosto lo stupore, misto a delusione, nel momento in cui l’impiegata mi ha confessato che Vela Luka ospita un solo pub, un club e poco altro. Successivamente abbiamo appurato che hanno un’idea eccessivamente distorta di quello che in realtà è un club.

Della scarsa cordialità dei croati avevamo già avuto un assaggio a Split quando, appena raggiunto il porto, avevamo chiesto al gestore di un ristorante dove poter fare i biglietti del traghetto. Costui ci ha barbaramente liquidate grugnendo e gesticolando animatamente. A darci ulteriore riprova di ciò ci ha pensato la cassiera di un mini market, la quale ha trattato scortesemente la Luara, semplicemente colpevole di aver avuto problemi a calcolare il resto in kune. Non paga di ciò, ci ha insultate nella propria lingua, così noi, per renderci chiare nel palesarle il nostro odio, abbiamo alzato il dito medio. International. Come completamento dell’opera c’è stato il furto del carrello, divenuto poi la nostra mascotte e soprannominato amorevolmente Jijinsky.

 

Si insinua così in noi l’idea di fare della Croazia un posto migliore. Davanti ad un’ottima ed abbondante grigliata, io e la Luara abbiamo avviato un progetto grandioso: il centro commerciale più fornito del mondo. Vado ad illustrare. Mediante l’ausilio di un “laserone” il territorio oggi noto come Croazia verrà raso al suolo e reso adatto alla costruzione di un esteso centro commerciale. Vi sarà tutto ciò che la mente umana è in grado di immaginare e saranno accettati sia euro che dollari. I visitatori potranno perdersi tra “viale della scarpa”, “vicolo pellame”, “piazza della borsa” e così via.

Prossimamente verrà reso disponibile un video in cui l’illustre storica Fabjka espone ai telespettatori la leggenda della Croazia. Paese realmente esistito o pura fantasia?

 

La vita notturna non era all’altezza delle nostre abitudini. Il club sopraccitato, il Casablanca, era in realtà un buco fumoso popolato da strani esseri. Il range di età variava a seconda delle serate: si passava dai 14 ai 50, senza farsi mancare la presenza di vaccone che coprivano entrambe le fasce. Que finesse!

Durante una serata trascorsa in questo meraviglioso locale, sono stata presa di mira da 2 fantastici esemplari della razza maschile che insieme raggiungevano a fatica i 28 anni. Io ballavo e loro mi guardavano, non hanno smesso di piazzare i loro viscidi sguardi sul mio fondoschiena per tutta la sera. Per rendersi ancora più fastidiosi hanno mandato uno scagnozzo ad importunarmi. Mi giunge alle spalle un trentenne pelato e dall’avanzato stato alcolico che, urlando, mi apostrofa con un “Good fish… you are a good fish!”. Guardo le mie amiche, impegnate a contorcersi dalle risate, chiedendomi che cazzo intendesse dire. Giungiamo poi alla conclusione che nella sua mente malata volesse dedicarmi l’equivalente croato, nemmeno inglese, del nostro “Bella topa”. Quando poi gli dico di essere italiana si illumina ed urla un “BUONGIORNO PICCOLINA!”, gli faccio notare allora che nella lista dei cliché ha dimenticato di citare pizza, mafia e mandolino.

Un paio di sere siamo scappare dalla parte opposta dell’isola, cioè nell’altra località vagamente turistica, ovvero Korčula. Perla di sapienza: lo sapevate che quella è la città natale di Marco Polo?

I ristoranti abbondavano ed i locali in cui fermarsi per sorseggiare un cocktail o gustarsi un gelato (ah, Orlando Bloom) non mancavano di certo, ma queste attività potevano solamente rappresentare l’incipit di una serata. L’intera isola ospitava una sola discoteca, e nell’altro locale che dava vaghi segni di vita è arrivata la polizia a ricordare che era giunta l’ora del coprifuoco. Poco dopo l’una di notte tutto taceva.
A proposito dei ristoranti, se vi trovate a passare per questa località vi sconsiglio caldamente il Briŝkcula. Abbiamo aspettato un’ora per essere servite, nonostante le garbate sollecitazioni; ed alla fine il cibo non era nemmeno degno dell’attesa che abbiamo dovuto sopportare. Come risarcimento morale, la Vero ha pensato bene di intascarsi il macinacaffè nel quale ci era stato portato il conto.

 

Un elogio va però speso nei confronti degli altri ristoranti nei quali ci siamo fermate. Abbiamo mangiato abbondantemente, dalla carne al pesce, spendendo al massimo 13€ a persona. Cibo di ottima qualità e prezzi più che ragionevoli. Sapevate che il pane lo portano solamente su richiesta?

 

Per il ritorno abbiamo avuto la saggia idea di non ripetere l’esperienza on the road. L’unica alternativa era prendere il traghetto da Split ad Ancona, ovvero circa 12 ore di viaggio. Io ero preoccupata dalla possibilità di trovare mare mosso, ma l’Ale mi ha prontamente tranquillizzata dicendomi che l’Adriatico, essendo un mare chiuso, è praticamente come una tavola. Inoltre le dimensioni del traghetto avrebbero certamente impedito l’eventuale fastidio creato dalle acque agitate.

Le ultime parole famose.

Ho iniziato il conto alla rovescia per la partenza già da martedì e quando è giunta l’alba di sabato ero in prima fila per prendere posto alla biglietteria. Come ultimo segno di disprezzo nei nostri confronti, le autorità croate hanno ben pensato di donarci una multa per non aver pagato il parcheggio.

Alle 13 il traghetto salpa e dal parapetto salutiamo a modo nostro questa ridente località turistica: VELA LUKA, PUPPAMI LA FAVA!!!

Ma l’Odissea non può certo cessare qui. Dopo giorni e giorni di mare quieto, Poseidone ha deciso di incazzarsi e donarci un rientro altalenante. Accidenti a quanto ballava il mare. Mi sono raggomitolata su una panchina tentando di dormire, ma il mio occhio non poteva fare a meno di notare quanto la barca si inclinasse, così sono rimasta a rigirarmi su quello scomodo ripiano. Un gentilissimo ragazzo parigino (je parle de toi) si offre di prestarmi la sua felpa per avere un morbido appoggio per la mia testolina. Imbarazzata declino l’offerta e torno a tentare di passate il tempo. L’Ale, intanto, inizia a raccontare la rava e la fava ad un belga che le ha gentilmente offerto una Coca-Cola. Per non essere da meno e ripassare il mio rugginoso inglese, anche io attacco a parlare con il simpatico Matthieu, che ci ha tenuto compagnia fino al momento di imbarcarci per Ancora. Mi sono così resa conto di quanto avrei fatto bene ad applicarmi nel francese, ma ora ho imparato la lezione e mi metterò sotto in un feroce ripasso della lingua.

 

Il traghetto, ovviamente, non poteva che fare 2 ore di ritardo. Ci siamo accampate nel ristorante finché non ci hanno avvisato che entro l’una saremmo dovuti uscire. Non l’avessero mai fatto. Ero appena riuscita ad assopirmi ed ignorare il mare agitato, quando mi dicono che avrei dovuto passare la notte a terra nonostante la tariffa di 100€. Mi sono alzata sbraitando l’impossibile, ed alla fine sono riuscita ad accaparrarmi un paio di poltrone sulle quali tentare di dormire.

La tavola dell’Adriatico non ha smesso di ballare per tutta la notte. Mannaggia all’Ale e alle sue previsioni meteo. Per passare il tempo mi sono nascosta sotto al telo da mare, necessario per non morire assiderata sotto alla bora del condizionatore, e facevo spaventare i viaggiatori che brancolavano nel buio con un inquietante verso: UUUSSSSHHH! Reso in modo molto gutturale, rasentando quasi un’abbaiata.

All’alba ho canticchiato il motivetto de La morte nera di Star Wars, attendendo così di attraccare al porto di Ancona. Chiaramente il ritardo non è stato recuperato, ma almeno in autostrada non abbiamo trovato traffico e nel giro di 4 ore Milano era pronta ad accoglierci. La prima botta di culo di tutta la settimana.

 

Si conclude così la nostra settimana croata. Forgiate nell’animo e pronte per presenziare alla prossima stagione di Donna Avventura, portando su di noi in segno di ricordo i morsi delle pulci che popolavano i letti e che ci regalavano gioiose sessioni di grattate al chiaro di luna.

 

Che dire, siamo state BRAvissime!!!

 

Mes amis, je v’embrasse fort fort.

 

 

 

 

BadMicina alle 20:50 in: tempo libero
commenti: commenti (4)(popup) | commenti (4)
domenica, agosto 17, 2008

Foto stupide di persone stupide - pt. 1

In attesa del rientro della Nico e della sua parte di foto, ecco quelle scattate dalla sottoscritta. Lo so, sono poche e nemmeno di ottima qualità, ma i soggetti immortalati fanno dimenticare questi dettagli irrilevanti.

Come dicevo nel post precedente, per accogliere degnamente la compare Nicoletta, io e Joseph ci siamo adornati con accessori animaleschi.Un primo piano di Giuseppe in posa felina.

Per giustificare il nostro gesto effettivamente insensato, ci siamo adoperati per promuovere una campagna contro l'abbandono degli animali. Cazzoni sì, ma con un cuore.

Ecco una veduta di Celle immortalata dalla passeggiata che porta a Varazze.

L'alchimista Nicoletta intenta a iniettare della vodka pura nell'anguria. Alla fine l'abbiamo buttata via quasi tutta a fine festa perchè non aveva assorbito nulla. Consiglio per chi volesse provare in futuro: iniziate a riempirla giorni prima ed abbiate pazienza.

Il mare visto dal balcone della Nico.

I fantastici 3 pronti per il toga party. In occasione dell'evento avevo anche composto una piccola poesia in rima utilizzando il nome da me scelto per la serata: Messalina.

Io e Lohe, da quella sera soprannominato Gesu. Si crede che abbia la capacità di arrivare alla boa camminando sull'acqua e di apparire e scomparire a proprio piacimento utilizzando un fascio di luce.

2 ubriachi al prezzo di 1.

Prossimamente su queste pagine:
- Dalla Croazia al Centro Commerciale: cenni storici di una nazione dal sapore mitologico
- Secondo passaggio a Celle Ligure
- Foto foto e ancora foto

BadMicina alle 22:13 in: foto
commenti: commenti (popup) | commenti
domenica, agosto 10, 2008

I cavalieri dell'apocalisse invadono Celle

Sono tornata a casa da un paio d'ore, dopo un viaggio sfiancante a base di traghetto e autostrada Ancona-Milano. Per parlare di queasto aprirò un post apposito il prima possibile. Adesso è il momento del resoconto della settimana trascorsa a Celle Ligure insieme alla Nico e Joseph.

Immaginate un tranquillo vagone di un qualsiasi regionale in partenza al mattino, quando il sole e l'afa paiono ancora sopportabili. Fingete di essere alla ricerca di un sedile libero e vagamente decente per accomodarvi e godervi il viaggio. In questa ambientazione, pensate di trovarvi davanti una bionda con in testa delle orecchie da coniglio e di fronte a lei un ragazzo che le fa eco indossandone un paio da felino. Per giustificare questo insano gesto agli astanti, ci siamo scritti sul braccio "Non abbandonate gli animali". Ad attenderci alla stazione di Varazze c'era la rossa Nico, che subito ha preso possesso degli attributi felini e così agghindati ci siamo avviati, by feet, verso Celle (città dei bambini eh, mica pizza e fichi). Un altro evento che ha fatto subito intuire la presa che avrebbe preso la vacanzaè stata la guerra delle mutande: da un lato del ring la Nico armata di slip con sopra disegnato un coccodrillo, mentre dalla parte opposta la sottoscritta si difendeva con delle coulottes raffiguranti un simpatico porcellino.
La sera ci siamo dilettati, insieme a tutta la baldanzosa compagnia, in una sessione di bowling e videogiochi. Per essere la seconda volta che ci gioco, posso asserire con assoluta certezza che non è la strada della mia vita.
A condire il tutto ci pensano le mie 41 ore di veglia continua. Ero in attesa delle allucinazioni che, purtroppo, non sono arrivate.

Il giorno seguente ci siamo svegliati a suon di musica, ovviamente trash. Fra uno sprazzo di revival ed una puntatine sull'ultimo successo di Madonna, ha fatto la sua comparsa anche la musica della morte nera di Darth Fenner, divenuto poi uno degli inni della vacanza. Altro simbolo della nostra settimana al profumo di mare è il balcone. La Nico, che gentilmente ci ha ospitati e sopportati, alloggia in un grazioso appartamento che si affaccia proprio sulla piazzetta principale del paese. Un ottimo palco per ulare, ballare, cantare e fare proclami brandendo con orgoglio un volantino che ho portato come ricordo da Sharm. Come si può resistere ad una brochure che reclamizza una fragranza che "fa uomo come cavallo"?
Per inaugurare degnamente la nostra piattaforma da esibizione ci siamo dilettati nella rappresentazione di un brano tratto dal film High School Musical. Il tutto dopo aver abbondamentemente pasteggiato con 4 salti in padella, wurstel vodka e birra. Memorabile la Nico mentre, armata di forchetta, si trafigge la guancia perchè non riesce a trovarsi la bocca.
Il mio primo e timido incontro con la matta del paese segna l'inizio della fine. Scopro infatti che dalla finestra della camera è possibile entrare in contatto con questo singolare personaggio che è solita apostrofare i passanti con parole infilate a casaccio e condite da gesti insensati.
Serata al luna park spesa in una inarrestabile guerra di logoramento a colpi di auto-scontro, giretto su una giostra per bambini e relativi urletti di emozione, calli ai piedi sulla pedana del videogioco di ballo e, per finire, un giro nel labirinto degli specchi. Metà delle mie infradito sono ancora intrappolare nel tapis roulant.

Mercoledì è il giorno del tanto atteso roga party. La giornata è trascorsa tranquilla, in attesa della serata che si preannunciava infuocata, ma non ci siamo fatte mancare uno dei tormentoni che tutt'ora ci portiamo dietro: TIMMY!
La casa sembrava un atelier. Tutti insenti a tagliare e spillare le nostre toghe per tentare di dargli una forma che non ci facesse sembrare dei comodini o dei fantasmini pronti per Halloween. A noi si aggiunge anche Lohe, agghindato come un perfetto senatore romano ma poi soprannominato Gesù.
Joseph esagera con la sangria fino a divenire l'attrazione principale della serata grazie ad improbabili monologhi, prontamente ripresi e comunque impressi in modo indelebile nella memoria di tutti i presenti. Purtroppo la sbronza prende una piega meno divertente nel momento in cui il nostro Bacco ha la buona idea di vomitare a ventaglio per tutto il bagno della Nico. Ho dato solo uno sguardo alla stanza e vi assicuro che resterà nei miei incubi per sempre. Una scena da esorcista. Tutta la parete, nonchè i sanitari, spruzzati da un'implacabile scia rossa condita da pezzi di frutta. Per fortuna Lohe è venuto in nostro soccorso pulendo tutto in modo impeccabile.
Se fosse stato per me, oltre a vomitare a mia volta, avrei chiuso a chiave la porta ed il giorno seguente avrei offerto una cospicua cifra a qualche badante dell'est per pulire tutto. La padrona di casa ci avrebbe direttamente buttato dentro una bomba carta. Joseph alla fine crolla sul letto, mentre noi ci sistemiamo sul balcone ad aspettare l'alba con discorsi più o meno seri.

Al mattino Giuseppe decide di fare i bagagli e tornare a casa perchè dice di non riuscire a sopportare l'imbarazzo per ciò che a combinato. Vani sono stati i nostri tentativi di farlo ragionare, così non ci è rimasto altro da fare che lasciarlo andare e sincerarci tramite sms che stesse bene.
Dopo un'ulteriore ripulita alla casa, noi superstite passiamo la giornata in spiaggia tentando inutilmente di dormire.
Ringraziamo Lohe offrendogli una cena in un ristorante sicuramente elegante, ma una seppia soltanto non può essere definita antipasto. Uff!

Ultimo giorno trascorso con un travaso di bile e niente mare. Rientro mesto e un pò di malinconia.

Ovviamente ci sono anche le foto, ma per il momento il mio pc pare non voler collaborare. Non temere, presto o tardi arriveranno. Nel mentre, se proprio non potete aspettare, sul blog della Nico è possibile visionarne alcune.

Prossimamente su questi schermi:
Donne avventura - 5 pulzelle alla conquista della Croazia

BadMicina alle 20:30 in: tempo libero
commenti: commenti (popup) | commenti
venerdì, agosto 01, 2008

Be charmed in Sharm el Sheik

Il mio resoconto delle vacanze inizia con una panoramica, breve ma spero esaustiva, della settimana trascorsa a Sharm el Sheik.
Inizio col dire che l'esperienza dell'aereo è andata meglio del previsto. Sono andata in aeroporto con una bottiglietta piena di camomilla per tranquillizzarmi ed ho aspettato l'imbarco con la classica ansia. Una volta sull'aereo mi sono tranquillizzata nel vedere che non si trattava del classico velivolo dalle dimensioni di una supposta, bensì spazioso ed elegante. Ho apprezzato davvero tanto la presenza di monitor sul cui veniva mostrata la tratta percorsa e qualche altro dettaglio come la velocità, l'altezza e così via. Aggiungiamo che poi, al ritorno, hanno trasmesso il film dei Simpson ed il quadro si completa. Beh, ammetto di aver comunque avuto un pò di fifa durante i decolli e l'atterraggio all'aeroporto di Sharm, ma ho fatto notevoli progressi.

Dall'alto ci siamo potuti rendere conto di quanto fossimo immersi nel nulla. Prima deserto, poi montagne (e sentire una signora seduta dietro di me che dice "Pensa se ci schiantiamo qui..." non è un bel momento) ed infine ancora tratti desertici nei quali passa un'unica stradina.
Il villaggio era obiettivamente stupendo. Alloggi in stile egiziano, numerose piscine e cibo a non finire. Appunto il cibo merita una nota di merito particolare. Abbondanza e varietà ad ogni pasto: dalla colazione agli spuntini disseminati nel corso della giornata. Pensavo che sarei riuscita a fare una pausa dai carboidrati, visto che non potevo certo andare nella penisola del Sinai ed abbuffarmi di pasta. Questo pensiero si è sgretolato nel momento in cui ho scoperto il tavolo del pane, contenente il panino al cumino, e la tavolata delle torte.
Per il resto, immaginate un lungo e sempre nuovo buffet dal quale servirti quanto ed ogni volta che vuoi. Ho fatto pochi complimenti ed ogni giorno mi concedevo almeno il bis di dolce.

Altro meraviglioso dettaglio è certamente il mare. Era come fare il bagno in un'immensa piscina. Acqua cristallina e sempre calda, ma il meglio era costituito dalla coloratissima fauna marina che lo popolava. Certo, camminare sui coralli è un'esperienza rischiosa per via degli enormi ricci nascosti sotto alle rocce, ma è fantastico essere circondata da pesci che portavano su di loro tutti i migliori colori della tavolozza di un pittore. Pesco pagliaccio, farfalla, leone e così via. Nomi insoliti per pesci fantastici, che non mancano di mordicchiarti il costume sperando che tu abbia qualche briciola di pane da lanciargli.

Siamo usciti dal villaggio solo per una nottata al Pacha ed un giro di compere a Naama-bay. Iniziamo col dire che al locale si possono ammirare tamarri provenienti da mezzo globo, il che è un ottimo argomento di risate e successiva conversazione.
Per quanto riguarda il giro alle botteghe locali, abbiamo temuto di divenire vittime di un sequestro. Non facciamo in tempo ad imboccare la strada princimale di Naama-bay che veniamo intercettati e fermati da un uomo del luogo. Costui ci spiega che ha appena aperto un negozio e vorrebbe che gli lasciassimo un messaggio di buona fortuna. Rifiutiamo garbatamente ma questo insiste, con tono arrogante ed inquietante, del genere che hai paura a dire nuovamente no perchè sei quasi certo che potrebbe tirare fuori un coltello. Accettiamo e veniamo portati in una piccola bottega con spezie, fragranze, papiri vari e capi di abbigliamento pseudo-haute couture. Ci offrono da bere. Rifiutiamo. Ma no, non puoi rifiutare proprio nulla perchè "qui è come casa mia, se ti offro da bere devi bere". Ovviamente non abbiamo nemmeno appoggiato le labbra sui bicchieri. Riusciamo a riacquistare la libertà solo dopo 45 minuti passati ad annusare fragranze che volevano venderci ad ogni costo, senza abbandonare il timore di finire rinchiusi in un ripostiglio ed essere usati come merce per la tratta degli organi.

Chiedo perdono per la pessima sintassi e gli eventuali errori grammaticali, ma sono da poco tornata a casa da una settimana passata con la Nico e Joseph a Celle ligure (prossimamente il resoconto) e a breve dovrò ripartire alla volta della Croazia. 13 ore di viaggio attendono la vostra amata biondina.
Sopravviverò o chiederò di essere abbandonata lungo la strada?

BadMicina alle 22:36 in: foto, tempo libero
commenti: commenti (2)(popup) | commenti (2)