Noi abbiamo dei valori!
Il lavoro da promoter ha più svantaggi che vantaggi: in primis la paga, che mai ho visto arrivare oltre ai 50€; stare in piedi per 8 ore e dire SEMPRE la stessa cosa, ovvero le caratteristiche del prodotto da promuovere; il pagamento arriva a 60 giorni.
I lati positivi... al momento non mi vengono.
Nonostante io abbia frequentato un corso biennale di microspecializzazione come hostess congressuale, non posso far fruttare i miei studi a causa della mia scarsa altezza. Infatti, pare che per spuntare dei nomi da un elenco, mansione tipo delle hostess, si debba essere alte almeno 170cm. Pare inoltre che il compenso sia direttamente proporzionale allo stacco di coscia; benchè la dinamica del lavoro sia la medesima, cioè indossare un tailleur e stare in piedi sorridendo, la paga delle hostess è di almeno 20€ maggiore.
Potete immaginare la mia gioia quando trovai un annuncio in cui si cercavano hostess per degli eventi di quartiere, quello contiguo al mio, e non era richiesta un'altezza minima. Prenotai subito un colloquio e venni prontamente ricontattata dal responsabile della zona in questione.
L'evento è un pò datato, risale infatti, se non erro, al periodo di marzo/aprile. Per svariati motivi non l'ho mai riportato ma, seppur con un lieve ritardo, direi che merita attenzione.
Puntuale mi sono presentata all'appuntamento presso il "nuovo ufficio del consiglio di zona" in zona Amendola-Fiera. Mi trovo così di fronte ad un piccolo prefabbricato, un mini-ufficio pronto a volar via alla prima brezza insistente, nel quale il consigliere con cui avevo appuntamento era intento a mangiarsi una pizza.
Mi accoglie con educazione e mi invita a sedermi. Guardandomi intorno si intuiva subito l'orientamento politico verso il quale pendevano le suddette feste di quartiere. Evitando di fare nomi e cognomi, anche se la tentazione è forte, diciamo che si trova politicamente al centro.
Inizia ad illustrarmi il suo programma politico, l'importanza di avere un lavoro ed una casa e come intendono muoversi per porre rimedio a questo problema. Ha tentato di stordirmi con i classici monologhi da campagna elettorale, mettendo a lustro tutte le meraviglie che la sua fazione si propone di fare. Io annuivo fingendomi interessata, curiosa di vedere quando e come mi avrebbe parlato del lavoro in qualità di hostess. Ferma il suo discorso chiedendo di me e del mio percorso di studi. Gli spiego che sono una studentessa dell'università Cattolica, aspirante giornalista di costume che non disdegnerebbe il ramo moda&spettacolo.
Dopo un'altra decina di minuti spesa ad esaltare la mia scelta di volermi dedicare all'andamento della società, perchè, ebbene sì, è alla società ed al soddisfacimento dei bisogni dei cittadini che si vuole muovere grazie alla sua elezione come consigliere di zona. Finalmente si entra nell'argomento lavoro. In occasione in un paio di eventi di quartiere erano necessarie due hostess, una bionda ed una mora, da vestire elegantemente e mettere a dare volantini di partito. Si cercavano studentesse universitarie per aiutarle a trovare lavoro. In effetti, poveri noi studenti, è spesso difficile conciliare studio e lavoro, quindi un lavoretto saltuario è come una manna dal cielo.
Il trucco si svela immediatamente dopo la panoramica delle buone azioni. Dopo una decina di lavori retribuiti, si richiede alle ragazze di ricambiare il favore lavorando gratis alle manifestazioni successive. Se poi ti tesseri alla loro associazione, eufemismo per indicare il tesseramento al partito, allora hai ancora più possibilità di essere riparato dalla generosa ala di questi benefattori.
Persisto nel mostrarmi interessata, data la necessità di trovare un lavoro.
"Per queste date abbiamo già trovato una ragazza mora. E' la figlia di..." ed ha nominato una carica comunale. Non ricordandola con certezza, preferisco non citarla.
Rimasi basita davanti al candore con cui mi diceva che il lavoro era già stato affidato ad un'altra, preoccupandosi però di specificare che si tratta di una figlia di qualcuno delle alte sfere. Subito dopo ha aggiunto che anche la hostess bionda aveva un cognome noto negli uffici comunali.
Insomma, morale della favola: dopo un condito e buonista discorso sulla necessità di aiutare le persone a trovare casa e lavoro, mostrando empatia per la condizione di noi studenti che dobbiamo barcamenarci tra studio e qualche lavoretto per non dover dipendere dalla borsetta di mamma, senza dimenticare la classica e sentita frase "Noi abbiamo dei valori!". Ecco che alla fine di tutta questa convincente manfrina, il neo-eletto consigliere di zona mi confessa che il lavoro, per il quale ero appunto andata a sostenere un colloquio, era già stato assegnato a due figlie di qualche altisonante nome della sfera comunale. Certo, non ha dimenticato di accompagnare la dichiarazione con l'aria contrita di chi deve subire passivamente certe scelte.
Ho fatto un viaggio a vuoto, o meglio, sono uscita di casa solo per rendermi ulteriormente conto che, in fondo, il mondo è destinato a girare così.
Per fortuna che loro hanno dei valori...
























proprio bene. Dentro, in realtà, mi sento persa e vuota.