Happy Halloween... ma non per me!
Inizio a credere che non sia una coincidenza, ogni anno accade qualcosa che non mi permette di festeggiare degnamente halloween. Da piccola puntualmente mi veniva l'influenza, un anno ho avuto la labirintite, lo scorso anno alla fine non si è fatto nulla e quest'anno pure. Mi ritrovo a dover restare in casa e con il mio costumino da gatta a prendere polvere sulla scrivania, mentre parte delle mie amiche è dal moroso, qualcuna è partita, altre hanno il mio stesso problema (mancanza di macchina e difficoltà a tornare a casa di notte) e il mio moroso domani lavora... come può una strega come me restare intrappolata fra le mura domestiche proprio la notte di Ognissanti?
Per restare comunque in tema ho deciso di postare la leggenda da cui deriva la tradizione di intagliare enormi zucche e poi illuminarle ponendo al loro interno un cero.
Dovete prima di tutto sapere che hanno un nome tecnico, ovvero Jack O' Lantern, questo deriva da una leggenda di origine irlandese che vede come protagonista un singolare personaggio di nome Jack.
Questo signore, un anziano ubriacone, stava arrancando fino a casa la notte di Ognissanti (in inglese All Hallows Eve). Il diavolo intuì che stava giungendo la sua ora, decise così di comparire per reclamare l'anima dell'uomo che ormai stava per schiattare; quest'ultimo, preso dalla fifa dell'imminente dipartita, tentò di ingegnarsi per trovare la salvezza ed impietosì il diavolo affinchè gli concedesse un ultimo desiderio. Il maligno, che forse così tremendo non è, acconsentì. Il desiderio di Jack consisteva in un'ultima bevuta, ma purtroppo era rimasto senza nemmeno un Penny, domandò così al diavolo di trasformarsi in una moneta da sei Penny in modo da consentirgli quest'ultima trincata. Anche questa richiesta fu esaudita, ma Jack con un'astuta mossa lo infilò nel suo portafogli in compagnia di un crocefisso d'argento, in questo modo non poteva ovviamenre ritrasformarsi, così dovette accettare la condizione posta da Jack: rimandare di un anno la presa della sua anima.
Il vecchio, vista la brutta esperienza vissuta, si ripromise di trascorrere l'anno in più di vita senza bere e sviolinando un mucchio di buoni propositi. Purtroppo però non ne rispettò nemmeno uno, e l'anno seguente si ritrovò a dover nuovamente fare i conti con il diavolo. Ancora una volta però l'anima infernale si fece incantare dall'uomo e nuovamente acconsentì di realizzare il suo ultimo desiderio. Questa volta la richiesta fu apparentemente senza inganno, egli voleva infatti che il diavolo lo aiutasse a cogliere una mela dall'albero. La mela non è stata scelta a caso, è infatti il simbolo del peccato originale (Adamo ed Eva alle prese con le tentazioni del Serpente), e mentre il satanasso stava sulle spalle del fabbro quest'ultimo incise sul ramo il disegno di una croce. Il "poveretto" non poteva scendere e pur di non dover trascorrere lì la sua immortale esistenza propose di posticipare di dieci anni il suo ritorno, ma questo al vecchio non bastava, dato che aveva il coltello dalla parte del manico si sentì in dovere di chiedere di più; fece promettere al diavolo che non sarebbe mai più tornato per prendere la sua anima. Il diavolo si vide ovviamente costretto ad accettare.
Il destino decise di metterci lo zampino ed un anno dopo Jack morì. Chiaramente l'accesso in paradiso se lo poteva scordare, discese così all'inferno dove incontrò nuovamente il diavolo che aveva beffato in ben due occasioni, ed il suo orgoglio non lo aveva certo scordato, gli negò quindi di oltrepassare le porte degli inferi facendogli rimembrare la promessa fatta.
Che poteva fare allora quest'anima? Intorno a sè aveva solo il buio, disperato si rivolse al diavolo chiedendogli di indicargli una via da seguire. Acconsentì anche questa volta (ma che buono questo diavoletto), prese un tizzone da una lanterna e glielo lanciò. Jack estrasse dalla tasca una rapa, la intaglio e vi mise dentro l'infuocato pezzo di carbone, in modo da riuscire ad illuminare la strada.
La leggenda vuole che l'uomo stia ancora proseguendo la ricerca.
Perchè dalla rapa siamo passati alla zucca?
La risposta alberga nella storia. Gli immigrati irlandesi del diaciannovesimo secolo in America non trovarono rape di una dimensione tale da consentirne l'incisione. Ebberò però la lieta sorpresa di imbattersi in zucche belle grandicelle, ottime per lo scopo.

I put a spell on you
Because you're mine.
I can't stand the things that you do.
No, no, no, I ain't lying.
No.
I don't care if you don't want me
'Cause I'm yours, yours, yours anyhow.
Yeah, I'm yours, yours, yours.
I love you. I love you.
I love you. I love you.
I love you. I love you.
Yeah! Yeah! Yeah! Yeah....
I put a spell on you.
Lord! Lord! Lord!...
'Cause you're mine, yeah.
I can't stand the things that you do
When you're fooling around.
I don't care if you don't want me.
'Cause I'm yours, yours, yours anyhow.
Yeah, yours, yours, yours!
I can't stand your fooling around.
If I can't have you,
No one will!
I love you, you, you! I love you. I love you. I love you!
I love you, you, you!
I don't care if you don't want me.
'Cause I'm yours, yours, yours anyhow. yeah. yeah. yeah. yeah.....
(I put a spell on you - Marilyn Manson)























