lunedì, luglio 31, 2006

Le Dune, un paradiso alcolico

Ieri sera ho provato l'emozione di fare il bagno in piscina, di notte, come se fosse completamente mia. Mi spiego, io e la mia amica Ale avevamo in mente una serata tranquilla in cui raccontarci gli ultimi avvenimenti e salutarci prima della sua partenza, le opzioni che avevamo programmato sono andate in fumo nel momento in cui lei mi ha proposto "Ti andrebbe un bagno in piscina?" ed io incuriosita "Ma dove? Sono le 10 di sera...". Cazzo, vivo in questo quartiere praticamente da sempre e solo ora scopro che il cancello della piscina pubblica è stato forzato in più punti e di notte quella vasca diventa un ritrovo di giovani e meno giovani. Conm la chiave tagliamo i nastri che avevano messo nella vana illusione di fermare le orde di ragazzi, entriamo e vediamo che sul bordo della vasca ci sono due donne ed un bambino, non sapendo se fossero conoscenti del custode abbiamo finto di aver perso un bracciale, ma quando abbiamo capito che anche loro facevano parte del clan dei nuotatori notturni ci siamo messe in biancheria intima e ci siamo immerse. Purtroppo non mi sono potuta godere al massimo l'evento, causa ciclo e poi perchè mi sarebbe stato difficile tornare a casa e accendere il phon causa capelli zuppi e che emanano odore di cloro.
Quando a noi hanno iniziato ad unirsi personaggi un pò troppo rumorosi, ed io ero perennemente con la testa girata verso la mia borsa, ce ne siamo andate dirette alla Ratera, la birreria della zona, con il sedere e le canottiere che avevano trattenuto un souvenir acquatico. Siamo così finite a chiacchierare con un compagno di università dell'Ale, casualmente incontrato, ed un suo amico, giornalista free-lance da 3 anni che mi ha raccontato la sua esperienza nel mondo del giornalismo. Sono sempre più convinta che sia quella la mia strada.

Come si capisce dal titolo del post vi racconterò della mia esperienza alla Duna dell'Orso, "locale", se così mi è concesso chiamarlo, di Marina di Ravenna in cui si balla sulla spiaggia e si beve sin dalle prime ore del pomeriggio a prezzi ridicoli.
Praticamente tutta la gioventù del paese si è messa in macchina, chi prima e chi dopo, alla volta di questa spiaggia con l'intento di distruggersi e tornare a casa la domenica strisciando sui gomiti e sputando ancora sabbia.
Una volta giunti sulla strada che costeggia i lidi ho subito sentito aria di casa, infatti trovare parcheggio lì era un pò come quando lo si cerca a Milano sui Navigli il sabato sera, ma con una clamorosa botta di culo siamo riusciti a trovare un posto decoroso per la macchina, anche se a 30 bagni di distanza da dove eravamo diretti noi. Camminando di bagno in bagno io e la Benny, la ragazza che ha viaggiato con me, abbiamo ricevuto svariati commenti e complimenti dalle macchine che passavano, già si intuiva il clima che si sarebbe respirato in spiaggia.
L'happy hour stava volgendo al termine ma io insieme ad altre 3 ragazze ci siamo subito messe in coda ad uno dei svariati bar ed io mi sono impossessata di un gin lemon, intenzionata a sbronzarmi per non pensare al moroso in soggiorno ad Ibiza. Purtroppo il mio piano è andato in frantumi nel momento in cui sono stata chiamata da un amico per soccorrere un altro amico che non si sentiva tanto bene, ed il fatto che non fosse per cause alcoliche ci faceva preoccupare, il lato positivo era che, con 2 ragazzi accanto, nessuno mi importunava, peccato però che quando mi allontanavo un pò sentivo frasi come "Hey bionda!", "Che bella quella biondina, vieni qui!" e così via...
Non sono riuscita a sbronzarmi, ma a dire il vero non mi sono nemmeno impegnata per farlo, ragionando sul fatto che il posto era molto dispersivo e se da ubriaca mi fossi allontanata dal gruppo avrei potuto incontrare persone poco piacevoli, dato che non molto tempo fa nel locale vicino (lo Zanzibar) era stata violentata una ragazza. Inoltre vedere una mia amica che, in ginocchio, pregava con 2 birre strette in mano rantolando frasi incomprensibili è stato un ulteriore stimolo a bere con moderazione restando totalmente lucida.
Il posto è caratteristico, ballare in spiaggia è sempre una bella cosa, il brutto è che ti godi il tutto pienamente solo se sei ubriaco. E' brutto dirlo, ma erano tutti ubriachi e ballare in quella mischia da sobrio non ti faceva divertire come gli altri.
La cosa peggiore è arrivata verso le 11, quando l'alcool iniziava a mietere le prime vittime e si era costretti ad assistere a scene pietose. Noi 3 sobri eravamo a chiacchierare su una sdraio con a destra una coppia che mimava rapporti sessuali fino all'eiaculazione di lui, dall'altra un ragazzo sdraiato ed una ragazza messa sopra di lui, che però a causa della sua stazza lo copriva quasi completamente, ed anche loro si apprestavano a mimare un accoppiamento. Finchè si tratta di queste cose ci possiamo fare sopra una bella risata e qualche commento, ma quando ti arriva uno a vomitare nella sdraio davanti allora la cosa inizia ad essere meno simpatica, ci siamo alzati e camminando sulla sabbia dovevamo farci luce con i cellulari e tenere lo sgaurdo fisso a terra per evitare le pozzanghere di vomito, e giunti sulla passerella bastava volgere lo sguardo in un punto a caso per vedere gente vomitare a fontanella, e anche se non volevi guardare dovevi per forza sorbirti i cori di sputi e soffocamenti che eccheggiavano a destra e manca.
Dato che la situazione ci faceva schifo, e la divertentissima idea di dormire in spiaggia ad un tratto si era trasformato in in incubo in cui vedevamo palesarsi l'idea di svegliarci avvolti in una coperta di vomito, siamo tornati alla macchina intenzionati a tornare a casa. A me è toccato il compito di stare sveglia e parlare con l'autista, dato che l'altro ragazzo era caduto in un sonno profondo, russando pure.

Valutazione complessiva:
Pro- alcool a prezzi ridicoli fino alle 18/18:30-se sei single è il posto per te-se devi festeggiare è un'ottima meta-ballare sulla spiaggia è un'esperienza da provare
Contro-se non sei ubriaco non ti diverti-il vomito sulla spiaggia-se sei una ragazza che non vuole essere rimorchiata devi girare con un amico accanto

Sicuramente il post sarà pieno di orrori, ma il caldo mi fa passare la voglia di concentrarmi, e poi questa è casa mia, posso permettermi di scrivere tutte le cazzate che voglio!

Come on , shake your body baby, do the conga
I know you can't control yourself any longer
Come on , shake your body baby, do the conga
I know you can't control yourself any longer

Come on , shake your body baby, do the conga
I know you can't control yourself any longer
Feel the rhythm of the music getting stronger
Don't you fight it 'til you tried it, do that conga beat

Everbody gather 'round now
Let your body feel the heat
Don't you worry if you can't dance;
Let the music move your feet

It's the rhythm of the island, and like the sugar cane so sweet
If you want to do the conga, you've got to listen to the beat

Come on , shake your body baby, do the conga
I know you can't control yourself any longer
Feel the rhythm of the music getting stronger
Don't you fight it 'til you tried it, do that conga beat

Feel the fire of desire, as you dance the night away
'Cause tonight were gonna party, 'til we see the break of day

Better get yourself together, and hold on to what you've got
Once the music hits your system, there's no way your gonna stop

Come on , shake your body baby, do the conga
I know you can't control yourself any longer
Feel the rhythm of the music getting stronger
Don't you fight it 'til you tried it, do that conga beat

Come on , shake your body baby, do the conga

(Conga - Gloria Estefan)


 

BadMicina alle 22:18 in: liberi pensieri, vita milanese
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domenica, luglio 30, 2006

Un post in cerca di titolo
(perdonatemi, ma ho il cervello immerso nel sudore)

Sono tornata oggi da una settimana di vacanza in montagna. Lato positivo: riuscivo a stare seduta per 2 minuti senza sudare in ogni piega. Lato negativo: le giornate scorrevano lente, le serate erano una boccata d'aria fresca, giusto per rimanere in tema.
Dato che ora non ho la lucidità necessaria per raccontarvi della nottata alle Dune e del resto della settimana, e non ho nemmeno tempo, visto che tra poco devo uscire, mi limito a lasciare qualche riga sul pomeriggio appena trascorso; anche perchè mi sono ripromessa di scrivere un post al giorno, visto che poi non avrò il pc a disposizione per un mesetto.

Come vi avevo anticipato nel post precedente il mio moroso è andato a Ibiza, una settimana difficile per la sottoscritta, dato che l'isola in questione è rinomata per l'abbondanza di tette e culi lasciati allo stato brado, alla notevole quantità di droghe che si vendono come farina per il pane ed ovviamente la facilità con cui i vacanzieri si lasciano andare a rapporti sessuali, portando come souvenir ai partner rimasti a casa un bel campionario di malattie veneree.
La cosa che mi ha aiutata a non entrare in paranoia sono stati gli sms di lui, dolci e rassicuranti che per un pò mi facevano dimenticare che mentre io mi alzavo alle 8 per fare ginnastica, lui a quell'ora tornava a casa. L'altro rimedio che mi ha tenuta lontana dal crollo nervoso è stato lo shopping, ma di questo parlerò in un post successivo, postando anche le foto dei miei piccoli acquisti.
Oggi finalmente ho potuto riabbracciarlo ed averlo con me per il pomeriggio, sdraiati sul mio nuovo (e fashion) telo da mare all'ombra di qualche albero per combattere il caldo milanese che già mi sta riducendo ad un tappetino umido.
Spesso le risposte migliori ci vengono quando ormai è troppo tardi, magari mentre siamo sul divano a fare nulla ci balena in mente quella frase geniale che sarebbe stata perfetta per una determinata situazione. Così alla domanda "Perchè mi sono innamorato di te?" io me ne sono uscita con un "Non lo sò!" da far pietà, solo più tardi mi è venuto in mente che un "Forse per lo stesso motivo per cui è successo a me!" sarebbe stato decisamente più azzeccato. Avrò altre occasioni per far uscire dalle mia labbra, oltre ai baci, anche qualcosa di sensato.
Intanto al mio polso ora è stretto un bellissimo bracciale (la foto prossimamente) che penso mi toglierò giusto per fare la doccia.

Che dire, sono felice!

Kiss me out of the bearded barley.
Nightly, beside the green, green grass.
Swing, swing, swing the spinning step.
You wear those shoes and I will wear that dress.

Oh, kiss me beneath the milky twilight.
Lead me out on the moonlit floor.
Lift your open hand.
Strike up the band and make the fireflies dance,
Silver moon's sparkling.
So kiss me.

Kiss me down by the broken tree house.
Swing me upon its hanging tire.
Bring, bring, bring your flowered hat.
We'll take the trail marked on your father's map.

Oh, kiss me beneath the milky twilight.
Lead me out on the moonlit floor.
Lift your open hand.
Strike up the band and make the fireflies dance,
Silver moon's sparkling.
So kiss me

(Kiss me - Sixpence None The Richer)

BadMicina alle 22:38 in: sfogo, vita di coppia
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giovedì, luglio 20, 2006

Dillo con una maglietta!

Provate ad immaginarvi questa situazione, il vostro ragazzo vi comunica che si farà una settimana ad Ibiza insieme a 2 amici single, come la prendereste? Ve lo dice una che in questa situazione c'è... regna la caloma apparente. In realtà tutti sappiamo che ad Ibiza scoperebbe chiunque, che ci si ubriaca, ci si droga e si fa di tutto e di più. Non brillo certo di gioia e sento già sulla mia testa le corna che pendono come la spada di Damocle, certamente i suoi amici non terranno a bada i suoi ormoni, ed io dovrò fare appello solamente al suo buon senso. Che questa volta il cielo mi sia clemente, anche perchè non voglio contrarre alcuna malattia venerea come una certa simpaticona mi aveva accusato di avere. Durante il suo soggiorno marittimo io starò in montagna, dove al sabato per il compleanno di un ragazzo, Matteo, andremo alle Dune. Giusto per essere giusta 8scusate la cacofonia) confesso di avere anche io in programma un breve soggiorno al mare a fine agosto, precisamente a Riccione, di certo non una località di preti e suore, diciamo una Ibiza nostrana.

Passando alle cose belle mi sono resa conto di essere stanca di quelle banali magliette con scritto Cavalli, D&G e Armani, classiche, scontate, così seriali; ho scoperto di provare una forte attrazione per quelle magliette che riportano scritte buffe ed originali. Vi posto la foto di 2 articoli che ho recentemente comprato e sfoggio con orgoglio

Non sono alla ricerca della dolce metà, fortunatamente sono felice sotto questo punto di vista, ma la maglietta era così carina che non ho potuto resistere.

Questa è fresca fresca di ieri. Io e la Dany siamo andate a cercare una maglietta per la Vale (TANTI AUGURI PER I TUOI 20 ANNI MIA ADORATA FRIK!!! SM@K!) ed io l'ho vista, potevo forse farmela scappare? Forse è un pò troppo generica, non tutte le bionde sono ammirate, ma dato che io sono fiera del mio colore solare non me la sono fatta scappare.
Girovagando per il web ho trovato altre scritte interessanti che vorrei indossare per le strade, ve le propongo, così mi dite che ne pensate e se conoscete qualche negozio in cui potrei trovarle.

Per questa penso che mi darò al fai-da-te, ovvero prenderò uno di quei fogli su cui stampi le immagine e poi te la stiri sulla maglietta. Easy, vero?

Anche questa geniale!

L'ultima non riesco a postarla, ma andate qui http://www.geocities.com/dunricin/card02.gif per vederla.

Già che sono in tema di shopping vi posto un paio di acquisti parigini e le infradito di Armani che ho recentemente comprato.

La borsa che tanto volevo ^__^

Le mie piccole Vuitton

Ed eccole qui in primo piano. Sono proprio chic, non c'è nulla da dire.

Una bella dose di foto, giusto perchè in certi periodi scarseggiano troppo.

Ci sentiremo domenica sera o lunedì, per una settimana spero di dimenticare la soffocante afa milanese e con essa anche le preoccupazioni legate ad Ibiza.

Brandy:
Excuse me, can I please talk to you for a minute?
Monica:
Uh huh sure, you know. You look kind of familiar.
Brandy:
Yeah you do too but um I just wanted to know...
Do you know somebody named...
You, you know his name.
Monica:
Oh yeah definitely I know his name.
Brandy:
I just wanted to let you know that he's mine.
Monica:
Huh... no no he's mine.
Chorus:
You need to give it up
Had about enough
It's not hard to see
The boy is mine
I'm sorry that you
Seem to be confused
He belongs to me
The boy is mine
Brandy:
I think it's time we got this straight
Let's sit and talk face to face
There's no way you could mistake
Him for your man - are you insane
Monica:
You see I know that you may be
Just a bit jealous of me
But you're blind if you can't see
That his love is all in me
Brandy:
You see I tried to hesitate
I didn't wanna say what he told me
He said without me he couldn't make
It through the day
Ain't that a shame
Monica - Then maybe you misunderstood
'Cause I can't see how he could
Wanna change something that's so good
All my love is all it took
(Chorus)
Monica:
Must you do the things you do
Keep on acting like a fool
You need to know it's me not you
And if you didn't know it girl it's true
Brandy:
I think that you should realize
And try to understand why
He is a part of my life
I know it's killing you inside
Monica:
You can say what you wanna to say
What we have you can't take
From the truth you can't escape
I can tell the real from the fake
Brandy:
When will you get the picture
You're the past, I'm the future
Get away it's my time to shine
If you didn't know the boy is mine
(Chorus)
Hook:
Monica:
You can't destroy this love I found
Your silly games I won't allow
The boy is mine without a doubt
You might as well throw in the towel
Brandy:
What makes you think that he wants you
When I'm the one that brought him to
The special places in my heart
Cause he was my love right from from the start
(Chorus)
(Chorus)
Brandy:
The boy is mine.
Monica:
Not yours...
Brandy:
But mine.
Monica:
Not yours...
Brandy:
But mine.
Monica:
Not yours...
Brandy:
But mine.
Brandy & Monica:
I'm sorry that you
Seem to be confused.
He belongs to me.
The boy is mine

(The boy is mine - Brandy feat. Monica)

 

 

BadMicina alle 22:51 in: shopping, foto
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martedì, luglio 18, 2006

Two nights in Paris
CAMPIONI DEL MONDO!!!!

Ora ditemi voi, quando mi ricapiterà di assistere alla finale dei mondiali, tifando ovviamente Italia, nella capitale della squadra avversaria ed alla fine saltare e urlare in strada per festeggiare la vittoria?
Non lo sò quando e se mi ricapiterà, ma almeno avrò il ricordo di questi mondiali 2006 vissuti a Parigi.

Siamo partiti lunedì scorso in mattinata, il sole stava ancora ronfando quando siamo arrivati in aeroporto... già, in aeroporto, avrei dovuto affrontare la mia paura dell'aereo, così per passare il tempo mi sono finalmente comprata "Tre metri sopra il cielo", ormai tutti lo avevano già letto o comunque visto il film, mancavo solamente io. Dopo il check-in ci siamo avvicinati al cancello d'imbarco e lui era lì, così grosso, con quelle grandi ali, più lo guardavo più iniziavo a gelare e ripetere "Ho paura, guarda come è grosso, ma come farà a volare quel coso? Hey, ma te l'ho già detto che ho paura?", ma per fortuna dopo il decollo ed i relativi movimenti per assestarsi, sono riuscita a tranquillizzarmi guardando il panorama e iniziando a leggere la storia di babi e Step. C'è da dire che le Alpi viste da lassù erano veramente incantevoli, avvolte da una cinta di nuvole su cui iniziava a tuffarsi il sole.
Dopo un'oretta di volo finalmente ci annunciano l'atterraggio, ed eccoli, all'aeroporto Charles de Gaulle, A PARIGI!!!
Chi ha progettato quell'aeroporto doveva essere un pazzo criminale con le idee contorte, per uscirci con il pullman ci saranno voluti una ventina di minuti buoni; un pò meno buono era il tempo, che minacciava pioggia imminente. Arrivati all'Opéra mi sono subito resa conto di una triste realtà, le metro parigine non hanno le scale mobili, in compenso ogni 5 minuti massimo ne arriva una e con questo mezzo puoi veramente girarti tutta la città, in quanto alla puntualità Milano avrebbe da imparare.

Il nostro albergo era a Charles-Michels (provate a trovarlo sulla mappa) e lungo la strada si poteva già vedere la Tour Eiffel, che emozione!!! Abbiamo lasciato i bagagli in hotel, giusto perchè la camera non era ancora pronta, e siamo andati a vedere per bene la torre. Certo che poterci finalmente essere di fronte è una cosa che all'inizio ti lascia in silenzio, soprattutto lascia a bocca aperta la lunghissima fila per salirci con gli ascensori, e mi sembrava che ogni giorno la fila diventasse più lunga. Per vederla meglio siamo saliti in prossimità di un museo, e non sapendo quale fosse è stato ribattezzato "Il museo di Boe", proprio lì ha iniziato a piovere, mannaggia! Ah, noi ci lamentiamo dei nostri piccioni, ma là ci sono dei piccioni che in quanto a dimensioni ricordano dei piccoli tacchini, così tronfi razzolavano felici nei pressi della fontana.

Per il primo pranzo abbiamo scelto un ristorante italiano "La Luna", dove ci hanno servito una discreta bruschetta e delle lasagne che navigavano meste in una brodaglia di ragù e formaggio (ah, la besciamelle non è un formaggio!). Certo, non è stato un pranzo all'altezza dell'Italia, ma in fondo non ci aspettavamo il ragù alla bolognese che solo le nostre nonne sanno fare.
Torniamo in hotel per poterci finalmente rotolare sul letto e farci una doccia, lasciando nel bagno un pensiero per il nostro amato bidet, da loro scomparso ma sempre presente nel mio cuore nel momento del bisogno.


Il pomeriggio è stato dedicato al Louvre ed alle sue inestimabili meraviglie. Mappa alla mano e macchina fotografica onnipresente nella mia borsa ci siamo avventurati in quel labirinto di capolavori, scalino dopo scalino, statuetta dopo statuetta fino ad ammirare opere note come la Venere di Milo (quello che i libri di storia non ci dicono è che questa donna ha il culo basso e grosso), l'Atena Nike, Amore e Psiche (finalmente ho visto questo gruppo scultoreo, è stata un'emozione), la Gioconda, la Buona Ventura, la Vergine delle rocce, un testone dell'isola di pasqua (noooo, non è venuta la foto) e opere minori. Non siamo riusciti a vedere proprio tutto, ma le cose fondamentali non ce le siamo fatte mancare. Subito dopo passeggiata per i giardini, dove io mi sono fatta immortalare mentre palpavo la tetta ad una statua, con consenso di alcuni cinesi che sostavano all'ombra accanto a noi. In mezzo alle giostre ho anche visto un'attrazione da infarto, praticamente ci sono 2 pali altissimi dalle cui sommità scende una corda elastica e fra esse ci è una sfera in cui possono stare sedute, e ben imbragate, due persone. Il divertimento consiste nel farsi lanciare in alto grazie alla forza delle 2 corde in tensione, così questa palla vola in alto, gira, fa l'altalena, e le persone si divertono così. Mah!
Passaggio per gli Champs Elysées e successivo giro per i negozi chic, la Montenapoleone di Parigi, dove ho visto un anello di Cartier che costava la modica cifra di 38.500€, una cosa grossa e pacchiana, ma costellata di diamanti. Sembra un invito come a dire "Ladri, sono ricca e mi puzzano i soldi, guardate questo anello, è pure facile da rubare!".
Per la cena abbiamo deciso di provare un altro ristorante italiano, Geppetto, a pochissimi passi dall'hotel. Poveri ingenui, non sapevamo che il menù era costellato da improbabili accostamenti culinari, i nomi erano sì italiani, ma certe pietanze non le ritrovo certo nella mia dieta quotidiana. Le cose a nostro parere maggiormente commestinili erano il prosciutto e melone (il piatto ornato da pepe macinato e il melone tagliato a metà, e sopra vi era adagiato il prosciutto crudo) e le tagliatelle con ragù d'agnello, timo e mandorle; sapore particolare a cui devi fare il palato per proseguire. La serata è proseguita tranquilla, mentre in lontananza la torre indossava una veste di tanti luci a intermittenza, in un pub dove quando ho ordinato la vodka alla menta prima mi hanno guardato come se gli avessi chiesto di spararmi un colpo alla caviglia e poi mi hanno fatto un intruglio di vodka pura e la menta che solitamente si usa per insaporire. Bello... bello schifo!

Il secondo giorno è stato inaugurato con un giro a Pigalle, potevo io, strenua sostenitrice del bustino di pizzo, non vedere il Moulin Rouge? Così mi sono trovata immersa in un vialone in cui in ogni vetrina troneggiavano vibratori e falli finti. Non ho resistito alla tentazione e sono entrata in un enorme sexy shop


Accidenti, quanti cazzi! Per tutti i gusti, altrettanti modi per darsi piacere da soli o provare nuovi giochini con il partener. Costumini, manette, palline cinesi, lubrificanti vari, cassette e DVD porno di ogni genere. Un cinema gay al piano di sotto ed una sauna al piano superiore, noi ci siamo accontentati di gironzolare con altre coppie per il piano terra, io ero anche tentata di fare un acquisto pazzo, ma alla fine sono uscita a mani vuote. L'unica compera è stata una boccettina di popper per 5€, dato che lì è legale mi è sembrato interessante provare (io ho dato una sniffatina sola, mi pareva di essere in un cantiere per l'odore che faceva). Dal profano al sacro con un giro al cimitero di Montmartre e poi la scalata verso il quartiere degli artisti, c'è da dire che la tentazione di un ritratto era forte, ma per me, che già strapparmi una foto è un'impresa titanica, ho pensato che spendere 40€ per un ritratto in cui magari non mi sarei piaciuta sarebbe stato azzardato, così ci siamo arrampicati fino al Sacro Cuore, ovvio giro all'interno e poi ci siamo persi con la mente ad ammirare la città dall'alto. Da lontano si intravedeva la torre, mentre davanti a noi si stagliavano degli altissimi grattacieli, uno è un albergo, gli altri, sinceramente, non lo ricordo. Un ragazzo in gita ha anche dato segno di consenso per il mio fondoschiena, eh, lo sò, le cose belle sono apprezzate ovunque. Pranzo a base di baguette, misteriosamente priva di burro, e poi Notre Dame, meravigliosa, non che il nostro Duomo sia da meno eh. Anche qui sacro giro della cattedrale e firma di un libro posto poco prima dell'uscita, lo sò che scriverci il mio nome era una cosa inutile, ma l'ho comunque fatto, mi sono unita alla massa di persone che all'uscita avranno detto "Ci tenevo solo a far conoscere il mio nome!".
Ricordo per tutti che la giornata appena descritta è quella di domenica 9 luglio, serata magica per la nostra patria che alle ore 20:00 ha iniziato la finale dei mondiali contro la Francia. Mi ero ripromessa di non tifare, di fingere di chiamarmi Justine, bionda ragazza inglese, e mangiare composta. Non ci sono riuscita, davanti ad un immenso hambuger del ristorante Hippopotamus (se amate la carne dovete andarci) e di una patata bollita che abbiamo sbagliato ad orginare, un pò per lo Chardonnay e un pò perchè amo tifare, mi sono lanciata in urla contrarie a quella degli altri ospiti presenti. Azione dopo azione siamo arrivati ai rigori e poi alla vittoria, e con così la seconda bottiglia di Chardonnay ha decretato anche la nostra vittoria. INDIMENTICABILE! In strada urlavo e tifavo verso i mesti volti parigini e alle macchine che, nonostante il risultato, continuavano a ventolare le bandiere e urlare "Vivre la France". Sotto alla torre illuminata tentavo di contattare qualcuno in Italia per renderli partecipi della situazione nella capitale dei neo sconfitti, non sono riuscita nel mio intento, ma l'atmosfera era talmente romantica e perfetta che del resto non mi importava proprio nulla. Che altro avrei potuto desiderare? Stavo bene, bene nel senso più completo del termine.
Ultimo giorno: dato che la sottoscritta è claustrofobica, e anche perchè la coda per gli ascensori ci avrebbe trattenuti più a lungo del dovuto, ci siamo fatti a piedi tutti quei 630 scalini che ci hanno permesso di arrivare ad una notevole altezza e goderci un altro meraviglioso panorama, oltre a vari accenni di storia sparsi qua e là lungo il tragitto. Si poteva anche vedere come di sposta la sommità della torre quando tira troppo vento, o come quando lievemente si inclina per l'eccessivo caldo.
Come premio per la fatina appena fatta ci siamo sdraiati un pò nell'erba fresca di un parco che sembra fare da tappeto per la torre, un pò importunati dagli zingari che, very international, avevano con loro un cartello in inglese per chiedere l'elemosina anche ai turisti e farsi capire.
Pomeriggio dedicato al mio secondo sport preferito (il primo è la danza, per chi non lo sapesse), shopping! Meta del mio saccheggio sono stati i magazzini Lafayette. Parigi è la patria di Vuitton e Chanel, quindi per fare una pazzia mi sembrava giusto buttare via i soldi per qualcosa di qeuste due marche; la scelta pendeva tra il ben noto Chanel n° 5 e una borsa di Vuitton, mio inutile desiderio, spesso mi chiedo che me ne farei. Chanel mi piaceva molto, ma un motivo di origine sociale, ovvero qualcuno per cui di certo non sprizzo cordialità possiede questo profumo perchè le è stato regalato, sono entrata per la prima volta da Louis Vuitton e lì le ho viste, delle scarpe meravigliosamente chic che ho fatto mie per 280€. Appena fuori dal negozio ho avuto il mio brivido per la sensazione di stringere finalmente quel sacchetto che ho tanto agognato, ma poi mi sono sentita infinitamente cretina per la spesa fatta, certo è che queste scarpe le userò parecchio, e pensare che io volevo solo un paio di Coq Sportiv, un paio di scarpe con cui andare nel fango, passeggiare fra i sentieri di montagna o farmi delle lunghe cavalcate per i boschi. Vabbè, il dado è tratto e non si può tornare indietro, qualche vizio che lo si può togliere ogni tanto, no? Per un pò starò attenta a non fare spese inutili.
Accompagnata dalla classica malinconia di fine vacanza siamo arrivati in aeroporto con largo anticipo e che troviamo? VOLO CANCELLATO! Sconcertati, increduli e accompagnati dalla speranza di un errore ci siamo fatti la coda da Alitalia, dove per fortuna ci hanno comunicato che era un falso allarme e che il nostro aereo sarebbe partito, la stessa fortuna non è toccata ai passeggeri del volo per Roma Fiumicino. Al contrario della partenza all'imbarco ero calma e serena, stato d'animo che si è ribaltato una volta avvenuto il decollo; sarà stato per colpa della vicinanza con le ali, dove sentivo ogni minimo rumore e movimento, ho iniziato piano piano ad ibernarmi ed assumere una posa marmorea che non ho abbandonato fino al completo arresto del mezzo, non mi sono nemmeno goduta la veduta aera della città, ero terrorizzata e non sono riuscita nè a mangiare e nemmeno bere, solo ad intascarmi le salviettine rinfrescanti come ricordo e leggere qualche pagina del libro.
Non sono tornata subito a casa, non io almeno, sono stata ospite per mezza giornata a metà strada fra me e la mia seguente metà, la montagna. La notte è passata un pò fra un programma in cui facevano vedere la vita montana di sconosciuti VIP e un pò... un pò come erano passate le altre notti, e i pomeriggi, e le mattinate. Una passeggiata in un centro commerciale alla ricerca di un soffio d'aria artificiale e per pranzo, dopo mesi, la torta fritta (o gnocco fritto, come preferite) poi ancora TV e piacevoli intermezzi, questa volta tra i Simpson ed i Griffin mi sono goduta un programma americano dove prendevano dei cessi (ma proprio brutti) e li trasformavano in pezzi di fighi/fighe niente male. Certo, per diventarlo dovevano sottoporsi ad operazioni totali, dalla fronte fino ai polpacci, nulla restava uguale.

4 giorni sono passati tanto veloci quanto felici, almeno per me, se 2 mesi fa mi avessero detto che avrei passato questa vacanza non ci avrei creduto, soprattutto non avrei creduto di poter stare così bene.
Un grazie particolare a chi era con me a stringermi la mano mentre avevo paura dell'aereo, alla mia guida per le intricate metropolitane parigine, a chi al mattino mi ha svegliata regalandomi subito forti emozioni...
Confesso che in più occasioni ho pensato che proprio un anno fa eri per le stesse strade ma non con me, questo pensiero mi ha un pò annuvolata perchè, sicuramente, un muto paragone sarà stato doveroso. Lo dico con la sicurezza e la spavalderia che mi piace adottare in certe situazioni, spero di averti regalato più emozioni da ricordare.

I've paid my dues
Time after time
I've done my sentence
But committed no crime
And bad mistakes
I've made a few
I've had my share of sand
Kicked in my face
But I've come through

And we mean to go on and on and on and on

We are the champions - my friends
And we'll keep on fighting
Till the end
We are the champions
We are the champions
No time for losers
'Cause we are the champions of the World

I've taken my bows
And my curtain calls
You brought me fame and fortune
And everything that goes with it
I thank you all
But it's been no bed of roses
No pleasure cruise
I consider it a challenge before
The whole human race
And I ain't gonna lose

And we mean to go on and on and on and on

We are the champions - my friends
And we'll keep on fighting
Till the end
We are the champions
We are the champions
No time for losers
'Cause we are the champions of the World

We are the champions - my friends
And we'll keep on fighting
Till the end
We are the champions
We are the champions
No time for losers
'Cause we are the champions

(We are the champions - Queen)

Prossimamente posterò le foto fatte da me, unica ed insiscussa padrona della macchina fotografica.

P.S GRAZI MIC, LO SO CHE MI VUOI TROPPO BENE!!!



BadMicina alle 13:00 in: foto, vita di coppia
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venerdì, luglio 07, 2006

Fratelli d'Italia

Mio padre non gioisce quando mi metto a vedere le partite in casa, questo perchè per 90 minuti e oltre io mi esagito, grido, commento, indico e gesticolo, evito i cori giusto perchè farli da sola non è divertente. Fatta questa premessa, secondo voi come potrò tacere durante la finale di domenica sera? Sarò nella capitale della squadra avversaria, se vinciamo rischiamo di prenderle, se perdiamo ci pioveranno addosso centinaia di insulti, quindi l'unica soluzione è fingersi turisti inglesi e rimanere impassibili ad ogni azione. Sono quasi certa che non ce la farò, proprio io, che volevo scrivermi l'inno di Mameli sulla schiena e girare così per le strade.

Il problema primario, al momento, è la mia paura dell'aereo. Insieme all'ascensore questo mezzo è in effetti una bestia nera per i claustrofobici come me, una scatola chiusa da cui non puoi uscire. La cosa rassicurante è che è il mezzo di trasporto più sicuro, basta vedere gli incidenti d'auto che vengono riportati ogni fine settimana nei telegiornali, mentre invece Alitalia in tutta la sua carriera ha riportato solamente 3 incidenti mortali; eppure sia auto che treno non mi causano il minimo problema (a parte quando sono andata in macchina con un mio amico che pigiava a fuoco sull'accelleratore, con una mano mandava sms e con l'altra andava a tempo con la musica di Tatanka), ma in fondo l'unico modo per vincere le proprie paure è affrontarle, e dato che il mio è un animo viaggiatore, la paura dell'aereo è meglio che me la levi il prima possibile. Ciò però non mi impedisce di chiedere un goccino di valium agli assistenti di volo.

Tornerò a scrivere nel blog domenica sera, oppure lunedì, perchè dopo i 3 giorni parigini verrò direttamente portata fra i monti, dove mi dedicherò alle passeggiate, all'abbronzatura e alle sbronze simbolo di ogni mia estate lassù.

Ci vediamo tra una settimana... GROS BAISER!!!

Bonjour, bonjour
Mon chéri bonjour
Chaque matin
Réveille-moi
Embrasse-moi
bonjour,bonjour
Mon petit amour
Voici la vie
Qui seme la joie
Vois en le regardant
L' amour est comme un enfant
Fou de caresse
Fou de tristesse
Il arrive court et s' en va
Dans ses plus beaux atours
La vie reprend toujours
Pleine de jeunesse
D' allégresse
Passe et va
bonjour, bonjour
Mon chéri bonjour
Chaque matin
Réveille-moi
Embrasse-moi
bonjour, bonjour
Mon petit amour
Voici la vie
Qui seme la joie
Comme ces grands cocotiers
Qui se balancent énivrés
Nous si fragiles
Sans équilibre
Oui, nous nous tendons les bras
Notre amour a grandi,
Au fil des jours et des nuits
Et la jeunesse
L' allégresse restent là
bonjour, bonjour
Mon chéri bonjour
Chaque matin
Le monde entier
Je veux te donner
bonjour, bonjour
Mon petit amour
Merci à la vie
Qui se penche sur moi

(Bonjour bonjour - Yu Yu)

 

BadMicina alle 20:54 in: liberi pensieri
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domenica, luglio 02, 2006

Sto diventando astemia ed ho i testimoni

Devo dirlo come prima cosa, Tiziano Ferro è bisex... siete contenti? Quando io mi gongolavo davanti alle sue foto molti esponenti del sesso maschile gufafano dicendo "Ma tanto è gay!", ecco, ci siete andati vicini.

Ho passato il week end fra i monti, lontano dall'afa stressante di Milano che, unita al ciclo, mi aveva resa nervosa come un favo di vespe e desisamente litigiosa.
Il sabato mattina è stato inaugurato con il classico giro del mercato, un rito delle vacanze estive, giri giri e giri e finisci con il fare acquisti nei negozi, e del mercato non te ne frega nulla, è solo un'occasione in più per cazzeggiare.
Al pomeriggio ho recuperato la Lu e siamo andate ai campi della ruzzola (non sapete cos'è? Google ve lo dirà!) dove c'era già qualcuno pronto a mettersi al lavoro per preparare le tavole per la festa del giovane, evento che lo scorso anno aveva riscosso grande successo e che purtroppo io mi ero persa. Nel prato noto subito la canna (che colpa ne ho io se si chiama così?) per annaffiare il prato, e con la scusa di aver visto qualcosa di strano nel prato ho fatto avvicinare la Lu è l'ho bagnata, l'idea mi era sembrata così carina che ho deciso di infradiciare anche un ragazzo che si era perso la scena, l'ho distratto dicendogli che sul ramo c'era un animale e così ho infradiciato anche lui, solo che il maschietto ha preferito meditare vendetta. I ragazzi lavoravano e noi donzelle seguivamo il sole come due girasoli, finendo con lo spalmarci su un prato che somigliava di più ad un'istrice, sentiamo poi una richiesta di aiuto "Faby, dobbiamo montare lo stereo ma ci sono tutte le istruzioni in inglese..." ignare di tutto ci siamo alzate ed avvicinate alla cucina (immaginare questa casupola dove ci sono i bagni, poi le cucine ed un portico con sotto diversi tavoli lunghi in legno) dove da una finestra ho visto uno dei ragazzi che sogghignava, mi sono fermata e poi SPLASH ho sentito il rumore tipo delle secchiate d'acqua ed il conseguente urlo della Lu, il tutto seguito da una mia fuga nelle cucine, da cui sono stata buttata fuori poco dopo ed immediatamente colpita da altrettante secchiate. Poco male, ci siamo messe in costume e ci siamo stese al sole. Qualche chiacchiera e musica mentre i dj della serata montavano l'apparecchiatura, ed ovviamente nell'attesa che i nostri vestiti tornassero se non asciutti, almeno umidi.
Da quanto ci avevano detto la festa doveva essere affollatissima, divertentissima ed ovviamente da vivere con un bicchiere di alcolici in mano e costantemente pieno.
Niente di tutto ciò; c'era poca gente, i gruppi che suonavano, poveretti, mi han fatto pena perchè praticamente suonavano solo per loro stessi e venivano applauditi solamente da chi li aveva accompagnati. La sobrietà regnava, anche gli irriducibili avevano abbandonato le armi, forse perchè la sera prima avevano vomitato un pò tutti. Ad un certo punto qualcuno è andato altrove a farsi una birra, le ragazze gironzolavano senza una meta fissa ed altri, tra cui me, hanno optato per un film "la nona porta" durante il quale io ho ronfato beatamente svegliandomi di tanto in tanto per boffonchiare qualcosa di incomprensibile ma che al momento mi pareva avere un senso. Per finire la serata abbiamo saputo di un ragazzino che,  ubriaco e senza casco, si è stampato con lo scooter contro un albero, con relativa rottura del labbro e degli incisivi, noi ce ne siamo stati intorno ad un tavolino a chiacchierare, e si è anche introdotto l'argomento S. Lorenzo, ovvero una delle feste in cui mi distruggo maggiormente e in cui combino sempre qualcosa (lo scorso anno ho battuto i miei record).

Domenica mi sono limitata a cazzeggiare e passare in rassegna qualche rivista di mia zia. Cosmopolitan è una fonte di cazzate, unita al fatto che riempiono pagine e pagine con vestiti e accessori che giusto la moglie di David Beckham si può permettere, e allora che senso ha? Ed è su una di queste riviste che ho letto della confessione di Tiziano Ferro.
Mi rifarò a Parigi, e per l'occasione ho anche preso un gran bel completino intimo...

I got my head checked
By a jumbo jet
It wasn't easy
But nothing is, no

When I feel heavy metal
And I'm pins and I'm needles
Well I lie and I'm easy
All of the time but I'm never sure when I need you
Pleased to meet you

I got my head done
When I was young
It's not my problem
It's not my problem

When I feel heavy metal
And I'm pins and I'm needles
Well I lie and I'm easy
All of the time but I'm never sure when I need you
Pleased to meet you

Yeah, yeah
Yeah, yeah
Yeah, yeah
Oh, yeah

(Song 2 - Blur)

Penso sia stata l'unica canzone che ho applaudito al gruppo che si è esibito.



 

 

BadMicina alle 21:40 in: liberi pensieri
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